Sa die de sa Sardinnia, risposta a Salimba2.0, Antoni Ribichesu, no at cumpresu

Bellixeddus, adoro la pagina di Pepi, la leggo in metro, di solito leggo le barzellete in metro, infatti, e a volte la pagina de salimba2.0, che secondo me sono salimbaAD. L’ultima proprio, il titolo spaccante:

“Sa derrota de sa die de sos migrantes imposta dae Firino”

Imposto? Bellixeddus, un gruppo di persone che cercano di imporre una lingua comune a tutti i sardi che non è comune a nessuno, parlano di una cosa “imposta” dall’Assessore alla Cultura. Ma questo “giornalista di polpette” non fa neanche finta di scrivere in LSC, come si fa di solito, almeno mettendo “is”, l’accontentino che danno ai sardi meridionali. No, lui Antoni Chiacchieroni, è proprio convinto. Complimenti.

La Firino non ha imposto un bel niente, ha scelto questo tema. Certamente, si può criticare e dire che Sa Dii de sa Sardinnia non ha bisogno di un “tema”, ma ripeto, anche Fondazione Sardinia ha scelto un tema e nessuno ha detto niente. E c’è chi ha fatto un incontro parlando di libri, c’è chi ha fatto un incontro per mangiare e così via…

Bene, non è ben visto che si scelga un tema. L’abbiamo capito. Però far finta che la Firino abbia scelto il tema per non dover parlare della storia, per “neutralizzare” e “occultare” Sa Dii d e sa Sardinnia, mi sembra assurdo.

Ma non parliamo di opinioni, parliamo un attimo dei fatti. Soprattutto parliamo delle cose che Antoni Magnum ha scritto su questo incontro. Peccato che non ha avuto the guts per avvicinarsi e parlare direttamente con me. O forse l’ha fatto, o forse ci ho parlato direttamente senza sapere che era uno dei James Bond di salimbasarda007?

Poi, fa questi commenti su Eja! Tv.

Cun a palas una publitzidade manna de Eja tv, chi oramai non mancat mai a sas cosas aparitzadas dae sa Regione e chi aiat partetzipadu a sa Die de s’annu coladu dedicada a su màndigu …”

Ehmbe? Cessu, cessu. Qualcuno ha avuto l’idea geniale di fare un canale in streaming, online, in sardo ( e stiamo parlando di Tore Cubeddu ), e voi lo criticate anche? Ma siete proprio in malafede.

E poi parlate anche di soldi? Ehhh, ma possiamo sapere quanti soldi sono stati spesi per la Limba Sarda Comuna? I superprogetti? 10 anni di LSC? Eja, eja … mi giro intorno e il popolo sardo ha proprio capito che la LSC sia la cosa giusta. Ahh no… scusate, colpa degli orientalisti. Ma torniamo a bomba.

Prima di tutto non era una conferenza sulla lingua sarda. Io in Facebook ho detto che parlerò con Claudia Firino della lingua sarda. Non ho detto che lo farò in pubblico. In privato ne ho già parlato più di una volta con la Firino e con le persone che portano avanti la questione in Regione.

A parte questo… il nostro inspector Colombo addirittura ha il coraggio di dire sul mio intervento:

“ma in s’interventu suo, unu pagu dudosa e mesu in sardu e mesu in italianu”

Io non ero “dudosa”, ero emozionata perché mi tocca il tema dell’emigrazione, perché ne conosco tante di quelle storie di emigrati, perché li vedo ogni giorno gli emigrati, non solo sardi. Vivo in una città multiculturale e multietnica e ci sono un sacco di problemi che queste persone hanno.

Ho parlato dei giovani che lasciano la Sardegna perché non c’è speranza e l’ho anche detto. Arrivano in Germania, senza conoscere il sistema sanitario, senza conoscere la lingua, senza una casa e senza un lavoro. E non sapete quanto aiuto hanno già dato i ragazzi del mio direttivo, del circolo, ma anche altri sardi ad altri sardi perché siamo fratelli. Certo, non tutti, ma una parte grande. Questi sono i fatti! E questo sì che mi emoziona e nello stesso momento mi fa arrabbiare.

E certo, possiamo dire, si poteva creare la giornata dell’emigrato e magari sa dii de sa sardinnia non era l’occasione giusta. Certo, ma comunque se già ne parliamo e se già ci eravamo, sminuire il mondo dei sardi che hanno lasciato la Sardegna e quelli che sono arrivati in Sardegna, scrivendo un articolo con così poco amore, c’è da vergognarsi.

Secondo te siamo contenti del fatto che la Sardegna si sta spopolando? Non vediamo i problemi? Non leggiamo le cose? Arriviamo da fuori con la Sardegna nel cuore, una Sardegna mistificata dai nostri ricordi? E non lo sappiamo che è stata la fame a portare via la gente? E non sappiamo che il Sulcis è una delle più povere parti dell’Italia? Certo qualcuno se ne va anche per studiare, per fare un avventura, per amore, ok… ma intanto, un sardo staccato dalla Sardegna prova un dolore. Un dolore profondo, un dolore che trasemette anche ai propri figli, ai sardi di seconda generazione. Guarda tu.

Ma intanto volevi solo mettermi in cattiva luce con queste insinuazioni di basso livello… poi aggiungendo che ho parlato mezzo in sardo e mezzo in italiano, non si capisce neanche perché hai messo quella frase?! La mia lingua materna è il tedesco, seconda lingua materna l’italiano ed in una conferenza laddove 80% delle persone ha parlato in italiano, tu che sei “nel movimento linguistico” dovresti solo apprezzare questo atto da parte mia!

Ma arriviamo alla più grande scemenza che hai scritto, o Sherlock, che sorpresa? La sorpresa dell’anno. Ho detto che si deve migliorare la LSC. Cauli. Mai cosa detta da parte mia.

  1. Innoi
  2. Innoi

3. Ma non sono io quella che scrive ovunque che si devono aggiungere un paio di cose alla LSC per aprirla, dicendo che io sono veramente del parere che si dovrebbe seguire il documento così come è stato pensato e NON facendo quello che avete fatto voi, volendo fare una “limba sarda comuna” abusando il termine per “imporre” il sardo che volete voi a tutti?

Non sono io quella che dice che possiamo anche vivere con qualche apertura in più? Non sono io quella che dice che la miglior proposta è stata quella di Puddu, peccato che ci messo tutte quelle -h-? E non sono io quella che ha detto che la proprosta di Bolognesi e i suoi emendamenti potrebbero almeno essere presi in considerazione?

Ma hai mai letto le cose che scrivo? Informati meglio! Tu e la tua cricca!

In più, giusto per mettere in evidenza di quanto sei veramente inutile da “giornalista”, del mio intero discorso, la seconda frase che metti è:

“e at chistionadu puru de sos problemas chi tenet sa Sardigna pro su turismu”.

Sul tursimo io ho detto una frase. UNA.

E la prossima volta, Miss Marple, avviccinati e parliamo faci a faci, se vuoi un intervista. Ma non permetterti di estrappolare cose del Facebook, giudicare di cosa dico o come mi comporto, senza conoscermi (e se mi conosci e mi sorridi anche in faccia e torni al tuo computer per scrivere balle, sei ancora peggio).

Ecco, e grazie che abbiamo tutto resgistrato. Io parlo dopo 1 ora:

 

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Roba da leggere

Ieri mi hanno chiesto in Facebook informazioni su libri che secondo me sono importanti o da leggere, se si parla della questione della lingua sarda.

Ecco, ho deciso di pubblicare la lista dei titoli che ho usato per la mia tesi. Ovviamente c’é anche roba in tedesco e le cose che sono uscite negli ultimi anni ancora non ci sono, ma magari potrebbe essere un aiuto per qualcuno che è interessato nel tema.

Certamente non è tutta roba scientifica e qualche titolo non c’entra niente (se uno non conosce la mia tesi), ma poi, più avanti la “pulisco”.

Ecco:

 

  • Alighieri, Dante (1996): De vulgari eloquentia, Cambridge: University Press.

  • Argiolas, Mario / Serra, Roberto (Hrsg.): (2001): Limba, lingua, language. Lingue locali, standardizzazione e identità in Sardegna nell’era della globalizzazione, Cagliari: CUEC.

  • Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport (2001): “Limba Sarda Unificada”. Sintesi delle norme di base: ortografia, fonetica, morfologia, lessico, Cagliari: Regione Autonoma della Sardegna.

  • Back, Otto (1982): „Sprachsituationen und Sprachennamen“, in: Braga, Giorgio / Monti Civelli, Ester (Hrsg.) Linguistic problems and European unity, Milano: Franco Angeli Editore (233-237).

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  • Blasco Ferrer, Eduardo (2002): Linguistica sarda. Storia, metodi, problemi, Cagliari: Condaghes.

  • Blasco Ferrer, Eduardo (2004): “Filologia sarda. Storia, metodi, problemi”, in: Turchi, Dolores (Hrsg.) Max Leopold Wagner. Lingua e Cultura sarda. Atti del Convegno Internazionale di linguistica sarda. (Oliena 23.marzo 2003), Nuoro: IRIS (43-48).

  • Blasco Ferrer / Ingrassia Giorgia (2009): Storia della lingua sarda. Dal paleosardo alla musica rap, Cagliari: CUEC.

  • Blasco Ferrer, Eduardo (2011): “La Limba Sarda Comuna. Al disopra di ogni variazione”, in: Overbeck, Anja / Schweickard, Wolfgang / Völker, Harald (Hrsg.) Lexikon, Varietät, Philologie: Romanistische Studien, Günter Holtus zum 65. Geburtstag, Berlin-Boston: Walter de Gruyter (27-32).

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  • Bolognesi, Roberto (1999): “Per un approccio sincronico alla linguistica e alla standardizzazione del sardo”, in: Bolognesi, Roberto / Helsloot, Karijn (Hrsg.): (1999): La lingua sarda. L’identità socioculturale della Sardegna nel prossimo millenio. Pro loco di Senorbì. Atti del convegno di Quartu Sant’ Elena 9-10 Maggio 1997, Cagliari: Condaghes (27-97).

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