SCIDADA!

Ahhh, si sono svegliati i nostri amici della LSC, Limba Sarda Corraine, Corongiu, Canu, Carboni… ehhh addirittura hanno scritto tutti quattro degli articoli in salimbasarda.net Bella scidada!

Interessante che si sentono persino aggrediti quando dici che vuoi sperimentare la LSC.

Su timori de sa democratzia tenint? Eja, abbiamo fondato un Comitato che si chiama: “Bilinguismu democràticu”

http://www.vitobiolchini.it/2014/04/18/nasce-il-comitato-bilinguismu-democraticu-basta-divisioni-sulla-lingua-sarda-un-anno-di-tempo-e-troviamo-una-sintesi/#comment-45405

sicumenti issus no funt democràticus, craru… che furbo che è Carboni quando scrive:

“Cando si at su bisonzu de ponnere a facca de calesisiat concettu sa peraula democraticu cheret narrer chi bat carchi cosa chi no andat. Si sunt pro subilinguismu democraticu cheret narrer chi pro issos sos ateros chi no la pensan comente a issos praticant unu bilinguismu no democraticu.” 

Imbecis imoi inghitzant a nai ca si podit mellorai, ca sa democratzia est un atera… sciadaus… ominis candu lompint a s’edadi de mesu vida, diventano un pochino ottusi…

Ovviamente il problema nasce quando vuoi sperimentare la LSC come lo dice la delibera, il documento LSC… e non come lo dicono loro…

Mi fa ridere che secondo loro, loro stanno “sperimentando” la LSC

Anzelu Canu:

“Su comintzu paret bonu, ca narant deretu chi sa punna de su Comitadu est a “aprire una stagione di confronto senza pregiudizi su tutte le posizioni in campo, per provare ad arrivare nel giro di un anno ad una sintesi che poi dovrebbe essere sperimentata nei successivi cinque”.“Bonu”, mi naro. “Est a sighire su traballu chi semus faghende…”

Ma non dovrebbe essere Angiulu Canu? mhhh… fizu-figiu, menzus-mengius, miza- migia … 🙂

… il problema è che non hanno capito cosa significa “sperimentare”.

NON s’ignifica IMPORRE la grafia a tutti, ma significa migliorarla, quando i parlanti non sono soddisfatti e successivamente cambiare la proposta di standard e la delibera.

Tipo, se un gruppo di persone dice che non vuole che si tolga il grafema -X-, si dovrebbe inserire nella grafia. Facile.

Invece chi propone miglioramenti è un nemico, talebanu, orientalista, malato, pazzo, partzidore… ehh… di tutti colori ce ne hanno detto, cancellati dai gruppi, dalla mente, fuori dalle palle.

MA SIAMO ANCORA QUI!

Seguendo la LSC veramente, Corraine non potrebbe più standardizzare il lessico e non ci potrebbero fare niente contro la meridionalizzazione della norma. Cosa che ovviamente vogliono evitare, visto che a loro sta bene così, visto che secondo loro il sardo puro e vero è quello settentrionale, ovviamente.

Anzelo Canu intanto nega l’esistenza del sardo settentrionale e meridionale scrivendo:

Sigo a lèghere e bido chi faeddant de manera democràtica de detzìdere, ca sunt in favore de s’amparu de sas variantes logudoresas e campidanesas. E deretu penso: “e su baroniesu/nugoresu, su ogiastrinu, su sarrabusesu e gai a sighire, ite sunt, burdos?” Sa cosa est impeorende…”

MAAAAHHHH DAI! Lo sappiamo tutti che le parole “logudorese” e “campidanese” sono diventati sinonimi di “sardo settentrionale” e “sardo meridionale”…  certamente ci ritroviamo in un continuum linguistico, così come in Italia… mi vogliono negare anche lèsistenza dell’italiano settentrionale, centrale, meridionale?

Insandus, acabaus de fai custus giogus scimprus e a fai sa bisera a sa genti! E ti potzu nai deu ca casi donnia personi chi apu connotu de su Sarrabus scrit cumenti seu scriendi deu imoi… sardu meridionali standard… cumenti si podit biri in sa trumixedda “scrieus su campidanesu” e in “bilinguismu oi” in Facebook e in Academia Onlus e funt prus de milli personis… insadus pigai po culu a casinu.

Ecco e vediamo quali altri problemi ha Canu: ha un problema con la frase: “Il sardo deve nascere dal basso”. Cosa intendiamo quando diciamo queste cose? Intendiamo di “sperimentare” la LSC e altri standard veramente.

Cosa mi volete raccontare che se andassimo a Villaspeciosa e chiedessimo:

Volete la grafia che si usa in:

http://salimbasarda.net/

oppure il sardo che usano qui:

http://www.bilinguismuimparis.net/

Quale sarebbe la risposta? Ajò…

Quello significa “dal basso”: coinvolgere i vari comuni?

Diranno: Perou… e insandus bolis partziri su sardu in duus?

Ok. Allora miglioramo la LSC e la apriamo, visto che così com’è non va bene per i sardi meridionali…. Ahhh… no imoi est inghitzendi Corongiu a nai ca si podit mellorai… ca no siat perfeta??? IMOI! Apustis de seti annus… e narat un atera faula puru: “È l’unico standard che abbiamo”. No est berus. Intanto nega anche l’esistenza delle proposte di Bolognesi.

Ahhh, dimenticavo…ho letto che hanno fatto già dei test  e analisi sulla sperimentazione della LSC? Come mai che gli insegnanti nei gruppi FILS non ne sanno niente? Scusate, ma come primi avrei chiesto loro… o no?

Ma ai comuni che hanno fatto la spaccata “sperimentando” la LSC e forse hanno anche preso soldi… ? Lo sappiamo noi? Forse coloro che sono stati chiesti erano sardi del nord che vivono nel sud. Che ne sappiamo???

Io non ci voglio e non ci posso credere che qualcuno a San Sperate possa essere felice con la LSC, così com’è adesso. Certamente, se gli fai credere che è l’unica cosa che esiste e che lo dice la Regione e che ricevono fondi se la usano…

Sintzillu megai a su chi bolint provai issus… chi sa LSC andat beni in donnia logu. Faula manna… cumenti scieus. Donnia personi chi connoscit su sardu de basciu ddu scit…

donnia sardu meridionali chi ligit su sardu chi imperant in Limba 2.0 bosi at a nai chi est sardu settenrtionale, ovvero: Logudoresu!

Per ciò… le bugie, le dicono loro, sono ottusi, non democratici, bloccano la vera Lingua Sarda Comune, che si sarebbe già sviluppata da anni, invece loro con questo creano solo casini e poi dicono che siamo noi. Minca, ci bolis bogai sa lingua scrita chi teneus, nimancu lompi a dda meridionaslisai unu pagu sa LSC e e apustis ti spantas… bho…???

In più vorrei sottolineare che nel blog di Vito sono stata aggredita io e mi stavo semplicemente difendendo, e sono sicura che era uno di loro usando un nick… come fanno loro… stile inconfondibile.

 

 

 

Is faulas de is Baronis de sa Lingua Sarda

Ci sta ancora… più che mai!

Alexandra: Arrexinis e Arrexonus

Oggi ho avuto un piccolo dibattito con Xavier Frìas Conde che aveva postato nella sua bacheca di facebook un ringraziamento agli organizzatori di un incontro al quale ha partecipato poco tempo fa.

L’ho commentato, dicendo che secondo me la Limba Sarda Comuna (LSC) così com’è non va bene. Secondo me i soldi che escono per la lingua sarda dovrebbero essere spesi per migliorarla, così come è prevvisto nella LSC stessa. Questo non è avvenuto da ormai sette anni. Doveva essere uno “sperimentu”, “sperimentale”.

Ma si può sapere fino a quando dura questo “sperimentale”?

Sappiamo tutti che la maggior parte degli “esperti” della commissione della LSC si è opposta alla propria propsota dopo la sua uscita. Sappiamo tutti che nel 2009 è uscita una proposta diciamo di “resistenza”, le “Arrègulas po su sardu” e sappiamo tutti che il fonologo Roberto Bolognesi (membro della commissione) sta proponendo da anni degli emendamenti (che fino…

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Cagliari, i giovani artisti sardi e la lingua sarda

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Omar Onnis ha scritto nel suo libro che Cagliari fosse una città non sarda.

Ma questo è solo vero se vediamo tutto da un ottica tradizionalista, da una prospettiva che si aggancia ad una visione poco moderna.

Una visione basata su una Sardegna di costumi, folclore e arcaicità.

Restringendo la nostra visione della nostra terra, spesso e volentieri limitata, siamo e rimarremo sempre i soliti sardi: famosi per su ballu tundu, per i Tenores e per le antiche usanze.

Così come la Germania è sempre stata vista come Baviera da per tutto.

Noi, però in Germania, ci siamo liberati da quest’ idea.

In Germania ormai vale ciò che succede nella “Mutterstadt” (città madre), la capitale: infatti Berlino.

Sebbene ancora si dica che Berlino fosse la città meno tedesca in Germania: comunque è LA città in Germania.

La stessa cosa dovrebbe valere per Cagliari e la sua funzione come portavoce. Ovviamente, lo è già per tante altre cose, ma non per quanto riguarda la valorizzazione dei giovani artisti sardi che si esprimono in sardo tramite la musica.

Non mi risulta che l’ Ufficio della lingua Sarda abbia mai speso una lira per fare un festival a Cagliari con gruppi che quasi ed esclusivamente cantano in sardo. Perché questo?

Sinceramente… da giovane sarda che si muove in un mondo molto aperto e moderno, mi stupisce che la diffusione del sardo non avvenga tramite questi canali.

Attenzione! Non lo dico per i musicisti, visto che la maggior parte di loro sono autonomi e si vendono e fanno progetti, persino all’estero… lo dico per il bene del sardo.

Siamo tutti d’accordo che il sardo debba entrare in primis nelle scuole. Se perdiamo la prossima generazione, buona notte. Ma cosa sta facendo la “Regione” … Pepi & Co. per diffondere il prestigio della nostra lingua tra i ragazzi dai 20-45 anni? Po su pertocat a mei… nudda.

Invece sono proprio questi giovani artisti che potrebbero aumentare il valore del sardo.

I giovani parlanti non li raggiungiamo con traduzioni di atti e delibere e neanche con presentazioni di libri nei piccoli paesi. Certamente anche queste sono iniziative utili, ma voglio dire…

Non sarebbe più utile riempire una piazza di Cagliari con ragazzi che cantano testi di musica rap, hip hop e reggae in sardo?

In questo senso propongo: di vedere Cagliari dal punto di vista artistico, come la Berlino della Sardegna, la “Mutterstadt” dell’arte contemporanea, del movimento, dell’apertura verso l’Europa e l’interno della Sardegna.

A parte il fatto che ci sono anche bellissimi gruppi giovani moderni nel centro e nord della Sardegna che dovrebbero essere valorizzati… e che dovrebbero anche far parte del Festival di musica sarda!

Questo, non toglierebbe niente a nessuno, anzi, questo farebbe sì che il sardo non venga più visto come una lingua di pastori, cantadoris, tenores, spesso collegata a una terra antica e fata e lassada… a dolu mannu.

Il futuro della storia del mondo, sono sempre i giovani. I “grandi” e “vecchi” dovrebbero fungere come i loro sostenitori e non come maestri o guide… devono consigliare e aiutare, ma non imporre… altrimenti il mondo non sarebbe in un flusso continuo di cambiamento e di processo.

Propongo che qualcuno (Pepi e amigus!) prenderanno coscienza di questo movimento, della intelligentia e forza di questi giovani di Cagliari e altrove che potrebbero essere molto efficaci nel movimento linguistico, anche se non cantano e non scrivono i loro testi in Limba Sarda Comuna… ma chi se ne frega!

Torru… preferisco 600 ragazzi in una piazza di Cagliari (o altri Nuoro e Sassari) che cantano in sardo. Invece di vedere sempre le solite presentazioni di testi noiosi con 40 persone in tutta la Sardegna… e ne ho anche visto a Cagliari, organizzate dalla Regione.

Ehhh… mi diranno, chi sono questi gruppi e persone…? e diranno che si tratta di roba di nicchia, di roba “strana”, di un sardo forse “strano”… o non lo so quale potrebbe essere la scusa per non farlo?!

Ecco… vi faccio un elenco dei miei musicisti preferiti e pezzi più preferiti, artisti dei quali penso che potrebbero essere la salvaguardia di un movimento linguistico di prestigio per gente dai 20-45 anni.

Musicisti dai quali, io ascoltandoli in casa, ho imparato meglio il sardo:

Dr. Drer & CRC Posse

Randagiu Sardu

Balentia

Sa Razza

Ratapignata

Rossella Faa

ARROGALLA (Ivo Murgia / Giacomo Casti)

Claudia Aru (Nootempo / Joe Perrino)

Menhir

Askra

Dr. Boost (+ aterus)

ehhhh… non devo neanche menzionare i gruppi “storici” che cantano in sardo… mi scuso per quelli che non ho menzionato, visto che sono tanti.

Insandus… il futuro della lingua sono i giovani, i creativi, gli artisti, i musicisti…

partiamo dalla capitale… dalla città meno sarda, ma più sarda per quanto riguarda l’oggi.

“Letteratura e civiltà di Sardegna”, Presentazione del libro di Francesco Casula

scrivere

 

Sono appena tornata dalla presentazione del libro di Francesco Casula a Cagliari.

Era abbastanza interessante, visto che certamente pubblicare una raccolta di testi che sono stati prodotti in Sardegna, lo possiamo giudicare una bella idea ed importante. Importante per la diffusione dei testi in sardo e dei testi scritti nelle altre lingue che si parlano in Sardegna.

Vorrei giusto commentare qualche cosa che non mi è piaciuta tanto, a parte la lunghezza della presentazione. Fare una conferenza su un tema intellettuale  e sulla letteratura che duri due 2 ore e 45 minuti è troppo. Se sono in cinque e se si deve anche leggere dei brani, magari si potrebbe mettere un limite di tempo. 10 minuti a persona sarebbero stati opportuni.

Pur troppo, facendo così, non c’è stato lo spazio per far intervenire il pubblico. Sentire domande, creare una situazione di scambio… visto che c’erano anche tanti giovani studenti. Gli studenti dovevano tornare alle 12.00 a scuola o all’università. I relatori hanno parlato fino quasi alle 12.00

Proprio per questo è doveroso da parte mia, precisare un attimo solo una cosa che mi ha dato fastidio.

Bachisio Bandinu e Giacomo Mameli si sono fermati più di una volta su un punto importante;

il tema: scrivere in sardo.

Bachisio Bandinu ha sottolineato che sia MOLTO difficile scrivere in sardo perché la gente non ha il rapporto con il sardo, lo sente distante e così via. Questo certamente non indica che non si potrebbe dire tutto in sardo, ma che sia MOLTO difficile scrivere in sardo.

Giacomo Mameli ha ripreso questo punto, dicendo che sia MOLTO difficile scrivere in sardo, visto che lui è di Perdasdefogu (se mi ricordo bene), ha problemi perché ovviamente il suo dialetto non si può scrivere bene.

Per scrivere e tradurre due pagini in sardo ci vuole “una cida” e po scriri in italianu sa propria cosa iant a essi sceti prus o mancu “binti minutus.” Perché uno si deve cercare le parole, chiedere i vicini di casa ecc… dice Mameli.

Insandus, ita bolit nai totu custu?

Ita ant a pensai imoi is 50 studentis ca fiant inguni, ascurtendi custu scilloriu. Deu mi pensu chi nemus, nimancu unu de cussus piciocus, at a pigai MAI una gramatica o unu fueddariu de sardu in is manus.

Imoi totus cussus piciocus pensant chi scriri in sardu no podit essi o chi siat dificili MEDA.

Insandus si ant a pensai…

“Po ita mi depu bociri po scriri una cosa in sardu in d-una cida, candu ddu potzu fai in binti minutus in italianu?”

Il messaggio creato oggi in quell’aula, non andava bene.

Deu imoi seu scriendi in sardu chentz’e problemas. Deu chi seu nascia e crescia afora no tengu perunu problema de scriri in sardu… poita apu pigau is scriduras in sardu chi esistint, is gramaticas, is propostas de standard… e a bellu a bellu ddu apu fatu.

No ddu sciu, poita nci est ancora custu pensamentu legiu inpitzus de su sardu scritu e poita sighint a ddu spainai.

Balorizant su sardu, faendi custus atobius… perou no si ndi abitzant de su dannu chi faint, narrendi cosa stollica.

Voglio dire… certamente la generazione precedente, alla quale appartiene anche mia madre, quella che io chiamo la generazione “bregungia”, ha questo problema…  di sentire lo stacco dal sardo, non accettarlo scritto ecc.

Ma non vale più tanto oggigiorno.

Grazie a Dio tante persone hanno fatto sì che il sardo abbia aumentato il suo valore e prestigio in generale; gli sportelli linguistici, i linguisti e amanti della lingua sarda, scrittori, case editrici e così via.

Credo che si stiano producendo molti testi in sardo e che ogni uno di noi ha la possibilità di trovarsi tutto che bisogna avere per scrivere in sardo.

Seu biendi donnia dii genti ca ponit is proprias poesias in Facebook, genti ca scrit in is trumixeddas de Facebook, atobius, chistionendi de donnia cosa. No mi creu ca siat diaici dificili scriri in sardu po is generazionis noas. Nci funt meda genti chi fait musica rap, musica pop, ligiduras dub, teatru  in sardu e atera cosa puru.

La mia proposta è di far presente ai ragazzi giovani in queste conferenze che abbiamo un sacco di possibilità per scrivere in sardo, incoraggiarli di farlo, spingerli a farlo, visto che affatto è MOLTO facile scrivere in sardo.

Molto più facile di scrivere in francese, inglese o tedesco. Scrivere romanzi, poesie e roba scientifica è difficile in tutte le lingue, per ciò non vedo dove uno che conosce il sardo e che sa scrivere, non lo dovrebbe fare.

-Teneus is ainas po scriri in sardu e depeus tenni sa voluntadi de ddu fairi-

per il resto, complimenti a Francesco Casula.