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Chini seu?!

Alexandra Porcu

Nata il 16.07.1978 in Germania, cresciuta a Berlino

Laureata in: Italienische Philologie / Spanische Philologie / Anglistik – Amerikanistik: Sprache und Kultur

Titolo di studio: Magistra Artium (Phil.)

Specializzata in: Sociolinguistica

Presidente del Circolo Sardo di Berlino e.V. dal 2010

Foto: Salvatore Priamo Meloni

5 thoughts on “Chini seu?!

  1. Buonasera Dottoressa,
    ho appena finito di leggere il thread originatosi dal pezzo apparso sul sito di Vito Biolchini, a firma del professor de Martini. Non ho resistito e mi sono messo a
    cercare chi fosse questa mia omonima cosi tosta.
    Mi nanta Mariu Porcu, seu nasciu arrevesciu e curiosu in su 1963.
    Candu fustet fiat nascendi deu femu cumentzendi a fai nasci su
    zittadinu chi bolemu essi a mannu. Propiamenti in is annus ’77-’78
    apo cumentzau a fai pulitica. Su primu manixiu d’apu fatu impari
    cun is cumpangius de iscola (cussas chi innoi si nanta “le superiori”).
    Sa cosa fiat una lista po sa rapresentanza de is iscientis.
    Emus scioberau de da tzerriai “Procura ‘e Moderare Barones sa Tirannia”.
    E de ingunis est patia cussa ki oi potzu arremonai
    comenti sa mea L’Éducation sentimentale.
    Essendi deu nasciu e pesau fueddendi in sardu, su passu ki apu sighiu
    a pustis esti stetiu cunforma a is arrexinis … Comitato per il Bilinguismo …
    movimenti, gruppi e partiti di area neosardista etc etc.
    Dopo questa premessa Le dico perché ho sentito l’esigenza di scriverLe.
    In quegli anni la foga era tanta ma, era così per la gran parte, l’approccio era molto
    schematico e ideologico, e giunti ad un certo momento storico anche un po rischioso.
    Non era ovvio e naturale come oggi mostrare i “4 Mori”, parlare e scrivere in sardo.
    Stampare pubblicazioni del movimento poiii … non ne parliamo … mamma mia t’arrori.
    Si avevano addosso perennemente gli occhi dei Carabinieri e della Polizia.
    Ma c’era una cosa ancora più difficile da trovare e da vivere:
    era la competenza accademica.
    Cussa perou chi esti a sa pati tua e no cussa de
    s’Universidadi de Casteddu de intzandus.
    La mia formazione è di tipo economico-sociale ma … gei mi nd’apessi fatu unua o duas
    de cunferentzia po su bilinguismu. Cussus annus giramus totu sa Sardigna dae Casteddu a sa bibliotaca Satta de Nugoro, a Aristanis e a Tathari. Ma sempre più ogni volta mi rendevo conto di quanto fosse necessario il contributo accademico.
    Dunque oggi, che continuo ad interessarmi anche se più esternamente a dire il vero, nel
    leggere contributi come il Suo e di tanti altri giovani ritrovo un senso ed una necessità di
    ciò che tanti hanno fatto in passato. Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente
    molti di coloro che hanno iniziato questo cammino: Masala, Satta, Spiga, Cossu,
    Puddu, Corraine, Pintore, Porru etc. etc.
    Le sono quindi grato per tutta la passione che ci mette, e con quale competenza poi!
    Premesso che .. sciu beni meda innui anti pasciu, totus cussus pegus mannus chi oi in die funti satzendisi sa brenti in sa Regioni … ma nonostante ciò mi permetta solo una piccola osservazione riguardo ai riferimenti personali che vedo qui anche sul suo blog. Uno per tutti: Peppe Corongiu.
    Il mio disprezzo per quella persona è anche maggiore di quello che Lei mostra, e non solo per lui. Visto che so in quale modo si è potuto costruire quella posizione. La mia diffidenza e disprezzo si estende anche a tutta la combriccola che ruota attorno alla LSC. Ma io mi porto dietro una vecchia forma mentis.
    Oggi a mio parere vanno colpite e denunciate le malversazioni spersonalizzando.
    Altrimenti si corre il rischio di sporcarsi anche solo a nominarli troppo di frequente.
    Nel terminare Le volevo dire che, guardando questo suo bel primo piano sul blog, anche, diciamooo, da un punto di vista fisiognomico … iasta podi essi una sorri pitica.
    Solo anagraficamente s’intende!
    Unu saludu dae Campidanu
    Mariu Porcu

  2. Caro Mario, grazie del tuo commento.

    Capisco che certamente che tanata gente si è già occupata della lingua, già tanti di quei anni fa. Intanto, non è importante la mia “competenza” e la mia “passione”, credo che ci sia tanta gente che ne metta di più e che sia anche molto più brava di me… soprattutto gente che ha il sardo come lingua materna.

    Per me, non è solo stato importante d’imparare il sardo o di fare “pubblicità” per il sardo, tramite la nostra / le nostre associazioni e università berlinesi, ma un punto molto importante è la giustizia che si è perduta negli ultimi anni.

    Io, non sono a contrario di una lingua scritta o di uno standard o di uno standard con due o tre norme… per me, questo lo devono decidere i parlanti. La ingiustizia ci sta nel fatto che ci sia gente (come Giuseppe Corongiu o anche Diego Corraine e cricca) che pensi di poter “fare” la lingua a piacere loro, mentre altre persone, linguisti, intellettuali e politici hanno altre opinioni che valgono anche.

    A me sta sulle palle (scusa il mio francese) che loro stiano ignorando tutto questo, per essere non so cosa…il Bembo, De Sanctis, Manzoni… della situazione per seguire la “loro linea…”. Questo lo trovo poco democratico e una monopolizzazione dell’identità (e la lingua fa parte dell’identità dei sardi). Sarebbe come se uno mi dicesse cosa mi devo mettere, quale religione io debba avere, quale sessualità, quale gusto e così via…

    … per una persona che è cresciuta in una città come Berlino, dove ci fu un muro, dove ci fu il communismo dietro questo muro, con una storia come la tedesca…

    … un comportamento così è assolutamente lontano da ogni forma di comportamento umano. Detto questo, infatti continuerò a dire i nomi, anzi gridarli a voce alta, delle persone che cercano di ignorare ciò che pensano e vogliono gli altri nella loro vita… che cercano di imporre una lingua scritta che gente non vuole per i loro figli e neanche per se stessi, solo perché qualcuno seduto in un ufficio o avendo una casa editrice o soldi ecc… ha il potere di farlo.

    Cumprendiu? 😉

    Si bieus.

  3. alla base di tutto ……….. di tutto il resto, su cui si può essere d’accordo o dissentire, rimane il tuo porti nei confronti delle cose. la filologia aiuta ad andare alle radici del concetto e da lì ricostruirlo ed osservarlo da varie sfacettature. riuscire a fare del sardismo ( visto in chiave linguistica) quale fenomeno globale, un qualcosa osservabile dal punto di vista Sociologico oltre che politico e superficialmente di moda. io non ho preparazione specifica ma ho potuto osservare che conoscere le scienze linguistiche aiuta molto a guardare le cose con molti occhi, da diverse prospettive. io parlo quasi sempre in Sardo, il mio quello che ho sentito dai miei padri, dai miei nonni. non sò e non lo voglio sapere se sia quello giusto, quello “vero”, “l’originale” . nè voglio entrare in vuote polemiche con chi su questa storia de sa limba ci mangia e basta. E’ più vera l’una ………. no l’altra ecc. so solo che in Sardo riesco a esprimere quello che penso in maniera immediata, senza il filtro del traduttore. pensare in sardo cercare il termine italiano che più si confà, mandarlo all’organo che emette il suono, modulare la giusta tonalità affinché quel suono abbia il significato che vuoi. esprimersi in sardo è come parlare ad una platea internazionale senza bisogno di traduttori. pensiero………….. concetto espresso. questo mi è piaciuto del tuo blog, i contenuti sono secondari nel mio modo di vedere, mi piace come ruoti i concetti , come oggetti polimorfi poni il concetto al centro e lo guardi da ogni prospettiva per esplorare i contenuti. quasi un esercizio assonometrico del singolo concetto . solo un linguista riesce in un approcio del genere. detto ciò e quindi perchè mi piace il tuo blog. ti dico solo come sono arrivata da tè . Garau e le sue commedie. una ricerca su google “sindigu de basciura” mi ha portato a voc. di Sardo-campidanese e al tuo blog. io ho conosciuto Garau da ragazzo, un bottegaio, unu chi bendiada arroba a pramus, nella strada principale di Oristano. una bottega dove passava il mondo. dalla marmilla al logudoro chi voleva fare qualcosa con i tessuti, solo da garau trovava ciò che gli serviva. divenne un “conoscitore di uomini” nel senso profondo del termine . ti guardava, ti squadrava e ti infilava in una commedia personaggio della prossima commedia che aveva sempre in mente o se non gli interessavi, se eri un’anima neutra, ti metteva subito da parte. questo mi piace di garau e delle sue opere il loro lato Psicologico, sociologico, antropologico. la capacità di creare Personaggi che sono Paradigmi Socio-Antropologici che ancora ci sono utili a capire chi siamo, chi siamo stati e forse, nella bruma attuale, capire chi saremmo. in ultimo ………… per dare il senso del mio guardare questa materia ti dirò che, in altro campo, ciò che mi piace della politica sono i politologi e gli storici.

    Questo mi appassiona, capire come dice Baricco a proposito di Benjamin: Per Lui capire non significava collocare l’oggetto di studio nella mappa conosciuta del reale, definendo cos’era, ma intuire in cosa, quell’oggetto, avrebbe modificato la mappa, rendendola irriconoscibile. Lo faceva godere studiare l’esatto punto in cui una civiltà trova il punto d’appoggio per ruotare su se stessa e diventare paesaggio nuovo e inimmaginabile. Lo faceva morire descrivere quel movimento titanico che per i più era invisibile, e per lui, invece, così evidente. Fotografava il divenire, e anche per questo le sue foto vennero, per così dire, sempre un po’ mosse, e quindi inusabili da istituzioni che davano uno stipendio, e obbiettivamente ostiche per chi le guardava. Era il genio assoluto di un’arte molto particolare, che un tempo si chiamava profezia, e adesso sarebbe più proprio definire come: l’arte di decifrare le mutazioni un attimo prima che avvengano.
    un saluto filippo a mezzus biere.

  4. Ciao, apprezzo la tua passione ed i tuoi scopi.
    Ritengo la lingua sarda una importante eredità che non dobbiamo assolutamente trascurare e ancor di meno perdere. Tuttavia la nostra piccola ma grande regione, povera ma ricca ( per quel che si potrebbe fare), ma sopratutto bellissima, romantica e profonda, ha la necessità di dare spazio e urgenza a problemi strutturali che la stanno facendo affondare inesorabilmente con il suo ‘carico’ di giovani e vecchi sardi. I naufraghi ( coloro che partono per lavoro e per studio) disperati, la vedono affondare con le lacrime agli occhi ed il cuore infranto e la loro Sarditá che viene sfregiata. Non voglio tediarti, non sono di sinistra o di destra ( hanno governato tutti e questo è il risultato) sono per il buon senso, l’onestá intellettuale e materiale. La politica è un ‘arte’ nobile ma non lo è stata negli ultimi 40 anni. Sono partito dalla SarDegna 25 anni fa. Ritorno costantemente i miei soldi li spendo in viaggi da e per la SarDegna? Ho letto pun libro (in effetti é una trilogia) che ho trovato per puro caso nella biblioteca dell’identità nell’Unione sarda ( via web la consulti facilmente) se hai 18 € da investire e qualche giorno di lettura da dedicare nelle feste di Natale compralo. É un quadro letterario, scritto da un autore anonimo ( Giuseppe Dei Nur) appassionante che ci ricorda da dove veniamo, dove siamo e dove possiamo andare. I numeri in esso esposti sono crudi ( come la matematica ) ma efficaci. Ci sono delle soluzioni pratiche che la politica dei bilancini e delle spartizioni non può metterà in opera. Solo noi sardi con una modalità apartitica possiamo provare a renderla operativa. Probabilmente é un sogno. Forse un messaggio. Fammi sapere se avrai voglia e tempo di leggerli.
    Da sardo grazie per la tua passione per la nostra terra.
    P.s la dicitura SarDegna con la D maiuscola non è un errore!
    Roberto Mario

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