La mia posizione, i miei dieci comandamenti

http://www.vitobiolchini.it/2014/08/25/lingua-sarda-la-regione-si-muove-ma-per-star-ferma-lassessore-firino-a-neoneli-illustra-la-linea-pigliaru/

Vito Biolchini ha scritto questo articolo. Un articolo abbastanza interessante che parla di un incontro al quale ha partecipato l’assessore Claudia Firino. Un incontro sulla lingua sarda.

Voglio chiarire una volta per tutte la mia posizione.

1. Io non sono “wagneriana”, cosa vuol dire essere “wagneriana”? Usare le parole “logudorese” e “campidanese” come sinonimi di “sardo settentrionale” e “sardo meridionale”? bhooo

2. Dico che ci sono delle “isoglosse più importanti” di altre nel sapere linguistico dei parlanti. I parlanti riconoscono le due macrovarietà come la lingua sarda .(ormai anche una zona di contatto)

Lo dicono già loro stessi da sempre. NON è possibile fare due lingue dal sardo. NON esiste proprio. Il sardo è UNA lingua e anche le regole generali, regole di standard dovrebbero essere uguali per tutti!

Cioè non scrivere colpi di glottide, non scrivere la paragogica, non inserire rotacismi ecc… ma è così difficile da capire?

3. La gente si deve avvicinare alla scrittura e non si deve cercare di imporrergli una cosa lontana da le loro parlate locali. Ma con questo non dico di fare “anarchia linguistica” e ogni uno scrive come vuole o di fare cinquanta “lingue sarde”.

4. Appena i sardi avranno un pochino di sicurezza e d’interesse, senza che qualcuno gli salti adosso con la pennina rossa e senza creare un “elite” che dirà agli altri come scrivere, il sardo, la lingua sarda si UNIFICHERÀ da sola, in maniera naturale.

5. Gli standard non nascono sugli alberi. Nessun popolo si è svegliato di mattina e aveva uno standard scritto… ridicolo tornare sempre agli esempi degli altri. Discussioni come queste ci sono sempre state per quasi tutte le lingue.

6. Non esiste sardo più bello più puro più sardo sardo. È una grandissima scemenza e questa NON è la colpa di Wagner, ma quella di un razzismo interno dei sardi! cabillus, impica babbus, maureddinus e tutte quelle altre parole che esistono per discriminarsi a vicenda. Noi abbiamo i tenores, noi abbiamo i costumi più belli, noi abbiamo le launeddas, noi abbiamo i pozzi più vecchi… avete rotto le scatole con queste affermazioni. Colpa di Wagner? No mi creu!

7. Ecco e per questi motivi sono contro la LSC e la CSU perché non si crea una lingua facendo così, infatti, il fallimento assoluto del movimento e del ex-direttore dell’Ufficio della “LIMBA” lo dimostrano.

8. La LSC non è una lingua di mediazione. Zero, non va bene per i sardi meridionali. Punto e questo lo dimostra il fatto che in facebook e da altre parti la gente scrive in sardo meridionale e non in LSC.

9. Capisco che la gente abbia paura che il tempo corre e che il sardo muoia prima che verrà introdotto nelle scuole, ma chi ha paura si blocca… e blocca anche gli altri. Dategli degli strumenti, non cercate di costruire la casa per loro.

10. La Lingua Sarda Comuna (quella vera, non la LSC) esiste già ed è la somma di tutto ciò che scriviamo tutti giorni in sardo… e da li si deve partire. Dai sardi e non dagli studiosi o politici o funzionari.

Questa è la mia posizione in 10 punti che ovviamente nel mio blog spiego in maniera più profonda da anni. Non sono estremista di nessuna posizione. Ero con la LSC all’inizio e ora uso le Arregulas perché rispecchiano più la parlata dei miei nonni, il motivo per il quale ho imparato il sardo, per capire meglio chi erano loro e chi sono io. Tutto qui.

 

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Provas tènnicas de fueddàriu italianu-sardu on-line

Stèvini ...su chercu

Unus cantu mesis a oi ia postu is cunsiderus mius de comenti iat a essi pretzisu a tenni unu lèssicu sardu modernu (cun totu is fueddus de sa lìngua de oi) chi no siat sceti a trasliterai s’italianu. E giai chi po unu traballu diaici nci iat a bolli s’agiudu (e a bortas sa pantasia puru!) de totus is chi stimant sa lìngua nosta, creu chi sa mellus cosa siat a ddu fai on-line.

Insaras apu inghitzau (custa borta perou de s’acabu, est a nai de sa zeta) un’acinnu de Fueddàriu italianu-sardu de fundòriu partendi de is prus fueddus imperaus oindii chi nd’apu bogau aforas de is tres fueddàrius “essentzialis” chi apu giai arremonau (Zingarelli minore, Sabatini Coletti essenziale e Devoto Oli minore).

Po imoi nci apu postu is ùrtimus fueddus (baxei a sa parti bàscia de sa pàgina). M’iat a praxi meda a intendi is cumentus de…

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Claudia Firino e il sardo

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Negli ultimi giorni ho visto un paio di articoli che riguardano le politiche linguistiche di Pigliaru. Certamente tutti rivolgendosi all’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e al suo all’Assessore Claudia Firino.

Essendo la presidente del Circolo Sardo di Berlino e delegata della Federazione dei Circoli Sardi del mio paese, ho sempre avuto molto rispetto dei Funzionari ed Assessori che ci stanno accompagnando da quando esistiamo (1999). Sono nel direttivo del Circolo dal 2003.

Prevalentemente si tratta dell’Assessorato al lavoro, al turismo, ma anche di quello che ora dirige Claudia Firino.

A me piace conoscere le persone, capire chi sono, cosa fanno e quali obiettivi hanno. Cosa ho fatto? La cosa più semplice del mondo. Ho googlato Claudia Firino e sono rimasta veramente impressionata dal suo blog che ultimamente, presumo per via di tempo, non fornisce più con informazioni (http://diarioprecario.wordpress.com).

Perché? Stiamo parlando di una donna che ha la mia età. Lei si è sempre interessata per politica e ha una linea molto chiara. Scrive in un modo molto poetico e simpatico. Racconta in un modo molto personale la sua gioventù e si è sempre certamente interessata di altre persone che soffrono della Distrofia Muscolare per aiutare alla gente che ce l’ha.

Ora è Assessore. Ma voglio dire… mi sono messa nei suoi panni un momento per il semplice motivo che uno non nasce Assessore, anche se è sempre stato nei partiti, nelle associazioni e anche se è intelligente e istruita. Claudia Firino ha tanta responsabilità, ma non solo per la lingua sarda, ma per tutte le parole che troviamo nella descrizione del suo Assessorato.

Lei, qualche giorno fa ha mandato un comunicato, dicendo che sa che il “problema della lingua sarda“ esiste. Ha dato un segnale chiaro. All’inizio ero scettica e ho anche detto che la giunta Pigliaru già in campagna elettorale non stava neanche tanto parlando di lingua sarda, mentre altri partiti l’hanno fatto più esplicitamente.

Poi però ho infatti letto il blog di Claudia Firnio e ho trovato una frase che mi ha abbastanza colpita, una frase che secondo me dice tanto sul suo modo di vedere le cose e sul suo modo di essere e di agire … e siceramente, le credo. È molto credibile e secondo me anche una persona molto fine e forte.

Politica è passare le notti a studiare un bilancio per capire dove proporre quel millimetrico spostamento di risorse che farà la differenza per molti. Politica è vedere in tutto questo non una noiosa routine, ma uno dei tanti modi per seguire ciò che Gramsci e Berlinguer mi avevano insegnato.“

Questa frase mi dimostra che comunque la linea politica di Claudia Firino si basa su intellettuali sardi, non parla di persone che non conosciamo. Non dice che è stata influenzata da chi so chi. No, lei fa due nomi di sardi. Secondo punto: Parla di bilancio e di come fare le cose bene perché un altra persona stia meglio. Tre: È puntigliosa. È una di quelle persone che vuole fare le cose bene.

Dopo aver capito questo su Claudia Firino (che ovviamente potrebbe essere solo fantascienza mia) ho deciso di scrivere questa nota. Io credo che le serve più tempo. Non tanto, ma un pochino per capire come stanno le cose in ogni ambito. Che non è poco.

Lei sa che la lingua sarda è importante e ha mandato quella nota. Io ovviamente, l’ho trovato un pochino superficiale. Poi ho pensato che forse le serve solo più tempo per capire di che cosa si tratta. Quali sono veramente i problemi. Magari non vuole prendere delle decisioni in fretta.

Ecco, per questo motivo ritengo il “pressing“ sulla sua persona è un pochino esagerato. Sì, è importante e capisco anche che la nuova giunta si dovrà muovere, ma credo anche che l’Assessore dovrà avere la possibilità di sentire tutte le campane e di potersi fare la sua opinione e non una che le viene imposta.

Cara Claudia Firino, se lei è quella che penso io e se tutto ciò che ha scritto nel Suo blog è vero, sta facendo la cosa giusta. La “Questione della lingua Sarda“ è molto importante e non la risolveremo in un mese e neanche in due. Lei però prima o poi dovrà affrontare il tema e mi auguro che s’informa bene e credo che è proprio questo che Lei ha in mente.

A me personalmente la lingua sarda sta al cuore come a Lei sta al cuore la politica.

“Linguistica è passare le notti a studiare una grammatica per capire dove proporre quel millimetrico spostamento di grafemi che farà la differenza per molti. Linguistica è vedere in tutto questo non una noiosa routine, ma uno dei tanti modi per seguire ciò che i sardologi e parlanti mi avevano insegnato.“

Su Papiamentu/o

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Su Papiamentu/o est una lingua ca si chistionat me is isulas Aruba, Bonaire e Curacao. Est una lingua “creola”. Nci funt linguas creolas in totu su mundu.

Funt is linguas nascias de unu cuntatu linguisticu unu pagu diversu che aterus. Sa definitzioni est prus o mancu: funt is linguas de cuntatu aundi nci funt tzerracus nieddus afora de Europa.

Nant chi siant a basi de unu portugesu-spanniolu chi ant imperau po negotziai. Apustis si est fatu unu “pidgin”, podeus nai una “lingua franca”.

Una lingua creola est una lingua cun una gramatica e fueddus suas chi est giai sa lingua de mamai de sa genti chi bivit me is logus concuistaus. Aterus cun sa matessi basi funt su Palenquero de Columbia e su Chabacanu de is Filipinas.

Is isolas ABC faint parti de is Antillas Ollandesas e bolit nai chi tenint cumenti cabu de Stadu su Rei de s’Ollanda.

Craru chi cussu bolit nai chi s’Ollandesu est lingua ufitziali de is isolas ABC  e su papiamentu/o. Calincunu tenit puru s’ingresu cumenti lingua ufitziali.

Su papiamentu/o insandus est una lingua “amisturada”. Tenit cosa de su portughesu, spanniolu, africanu, ollandesu e unu pagu de ingresu. Nci funt medas teorias po spiegai cumenti cussas linguas funt nascias e is linguistas no ddu podint nai a su 100%.

Una cosa perou est crara, est una cosa chi ant fatu lestra. Po cussu s’imperat meda su cuncetu de “abrupt creolization”, perou no bollu intrai in cussus chistionus linguisticus.

Po ita seu contendi de cussa lingua ca s’agatat in s’atera parti de su mundu? Sa cosa bella est chi issus dda imperant cumenti lingua normali, me is giornalis, TV, musica e dda imparant a is pipius me is scolas.

Giai in s’inghitzu candu ant inghitzau a scriri in papiamentu/o ant tentu problemas poita no scipiant cumenti scriri, a manera spanniola o a manera ollandesa. Sa priumu grafia chi ant imperau est stetia de Römer, in sa midadi de is annus cincuanta.

S’arregula est chi is fueddus si scriint cumenti sonant e cumenti si pronuntziant.

Apustis de meda certus ant fatu sa grafia Römer-Maduro-Jonas chi imoi s’imperat in Aruba e Curacao e si tzerriat: ortografia fonológico / fonológiko

Aruba inbecis, puru unu pagu po seperatismu de Curacao, funt abrraus cun sa primu idei.

Totus is fueddus chi benint de su spanniolu ddoi scriint cun sa grafia spanniola e cussus chi benint de s’ollandesu, pigant sa grafia ollandesa. Difatis si mutit: ortografia etimologico.

Custu cherrit nai ca imoi tenint duas grafias, perou est craru chi is giornalis e sa literadura si podint puru comprai in totus is treis isolas. Imoi sa genti est unu pagu amisturendi e mi creu chi in una pariga de annus at a essi unu papiamentu/o feti.

Eja, imoi tenint unu pagu unu carraxu linguisticu, cumenti nosaterus in Sardinnia. Custu no ddu seu scriendi poita bollu amarolla chi in Sardinnia faint duus standard.

Ddu seu scriendi poita is amigus de salimbasarda2.0 pigant semperi aterus esempius de ateras natzionis o comunidadis linguisticas aundi tenint unu standard sceti. Eja, podit essi e andat beni.

Unu si ndi depit perou abisai puru chi cussus standard no funt nascius de manera lestra. No si funt scidaus cun d-unu standard. Sa majoridadi at tentu meda problemas po agatai una norma chi andat beni a totus.

E a bortas duas, poita is certus no funt acabaus. Scriendi custu, bollu fai biri chi sa standardisadura de una lingua est unu processu longu.

In Sardinnia seus ancora in s’inghitzu e depeus fai is cosas a sa sarda e no cumenti is catalanus, bascus, francesus, tedescus e nimancu cumenti ant fatu me cussas isulas.

Su chi perou si depti fai est ascurtai unu a s’ateru. No est de importu se si fait unu mudamentu … mudamentus nci ant a essi semperi ca is linguas funt dinamicas.

No est de importu se in s’incumintzu teneus una koiné de is dialetus o de is macro bariedadis, chi si tengat unu sardu formali o informali, riformas o cambiamentus.

Est de importu chi chistionaus de cussus problemas totus impari e chi nemus bolit imponni una cosa a s’ateru. Est de importu chi sa genti inghitzat a scriri su sardu cumenti mellus podit, chentz’e unu meri.

Po su chi pertocat is scolas, mi pensu chi is mastrus depant traballai cumenti ddu funt giai faendi, donnia unu pensendi-si materiali didaticu chi andat beni po is pipius. Giai ddu sciu ca no est sintzillu, perou podeus sighiri sceti diaici imoi.

Su moimentu linguisticu at giai fatu meda is urtimus dexi annus. Su moimentu linguisticu funt totus is personis chi scriint in sardu, chi ddu fueddant e ddu bolint mantenni. A bellu a bellu si fait.

Po dda serrai bosi pongu unu intervista in papiamentu/o. Mi speru chi s’intendit.

http://www.youtube.com/watch?v=o38WqkqGJz0