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Risposta a RobertO Bolognesi

elefante

 

Ciao RobertO,

e torraus cumenti a semperi a nai: Bolognesu est atesu!

Facile criticare e fare le battute, ma tu ti alzi la mattina in Ollanda e combatti i mulini al vento. Ti piacciono le battute sulle persone? Intanto, tohh che aumentiamo i click! Ma giusto perché mi hai menzionato e te la stai cercando.

Come ti devo chiamare in questo post? Robertu? Ma la tua O finale? Ma scusa? Ma visto che io un pochino di stile ce l’ho non inizio di parlare dei tuoi genitori come tu veramente ti permetti di parlare dei genitori o antenati di altri.

Sai qual’è il problema di Caludia Firino e di altre donne che osi ad attaccare in contunuazione, e parlo di Michela Murgia e parlo di Marinella Lőrinczi (e poi non è neanche un problema, anzi è solo da stimare)? Loro sono troppo buone. E le ho conosciute tutte tre di persona. Se donne molto in gamba con le loro idee e cose e riescono proprio ad ignorare le minchiate che scrivi a volte. Io no e ti dico tra noi due, il nostro supercode, il famoso

BKG!

Posso essere d’accordo con la politica o meno delle persone e ormai sono indipendentista da un paio di anni e Claudia questo lo dovrebbe sapere.

Posso essere d’accordo con Marinella nella linguistica o meno e lei ha già commentato nel mio blog senza problemi e non siamo d’accordo su tutto, non succede niente.

Posso essere d’accordo o meno su come e cosa scrive Michela della Sardegna e un paio di polemiche sull’Accabbadora mi sono scappate.

Possiamo criticare e possiamo fare qualche battuta, ma tu stai proprio cagando fuori. E hai fortuna che loro sono troppo buone, anche se qualche commento te lo sei preso, ma con me, O frori, hai proprio sbagliato. Vuoi sapere cosa c’entra una tedesca alla festa del popolo sardignolo? Te lo dico e ti racconto tutto.

Ieri dopo il mio intervento, si è avvicinato Keki Ladu e mi ha detto che si aspettava il mio atteggiamento un pochino più forte e magari “aggressivo”. Allora, qui devo un attimo distinguere una cosa che ho detto anche a lui.

Ovviamente se vengo invitata da un istituzione come rappresentante della comunità sarda di Berlino, sono un altra persona. Per questo sono stata invitata, per parlare dell’emigrazione sarda a Berlino.

Infatti tanto è vero che ci sono state un sacco di polemiche su Sa dii de sa Sardinnia. Nimancu deu apu cumprendiu poita nci est unu tema. Non lo so. Il tema dovrebbe essere un evento storico. Si potrebbero fare dei pezzi di teatro, si potrebbe fare una conferenza sui personaggi storici. Certo, ma a quanto pare, vanno a tema da qualche anno e questo non se l’ha inventato Claudia Firino.

Sarebbe interessante sapere come avresti reagito, se il tema fosse stato la lingua sarda e avessero intivato a te, Robertu?

In più mi sembra anche strano che non hai criticato Fonadazione Sardinia che come tema hanno avuto le start-up che mi sta anche bene. Collegare il passato con il futuro non mi sembra una cattiva idea.

Allora se già si va a tema, il tema scelto dei sardi emigrati e quelli che arrivano in Sardegna, visto ciò che succede al mondo non è del tutto da criticare. Ma va bene. Vuoi sapere cosa ho detto? Ti potevi guardare anche tutta la cosa in streaming su eja! Tv in diretta. Sinceramente sono scappata dal concerto, perché non sono tipa da musica (scusate). Ma mi sono fermata al bar e ho attaccato bottone a Paolo Zedda.

Ecco, cosa ho detto nel mio intervento a Caludia Firino? E poi ho fatto fifty-fifty in sardo e italiano. La moderatrice, Paola Pilia, ha parlato in sardo, io e Priamo Farris abbiamo parlato in sardo e qualche altra persona qualche frase nei saluti.

Ho detto come sono arrivata al circolo e perché mi sento sarda. Ma una persona con questo cognome come fa a non sentirsi sarda? Eja, mio padre è tedesco, mio padre era fuggito dalla DDR quando c’era il muro e ho preso il cognome di mia madre.

Fa parte della mia identità nolens volens. Appena apro la bocca e parlo nella mia seconda lingua materna (italiano regionale di Sardegna) ogni italiano sente subito che sono sarda. E se mi guardi in faccia, proprio teutonica, non sono. L’unica cosa che si nota è che sono 10 centimetri più alta della donna sarda media.

Poi ho detto che la lingua sarda deve entrare nelle scuole e che lo standard LSC così com’è non va bene, va migliorato e che Claudia Firino dovrebbe assolutamente mettere a lavorare le persone su questo perché è importante.

Ho detto che i sardi che arrivano a Berlino sono spesso laureati che preferiscono lavare i piatti a Berlino, piuttosto di rimanere in Sardegna perché non vedono futuro e perché manca la meritocrazia. Si dovrebbe molto lavorare su questo. E stata questa la parola chiave nelle interviste agli emigrati a Berlino che fecero due ragazze nel 2009. “In Germania c’è la meritocrazia”.

Poi ho detto che i sardi lavorano molto a volontariato e per passione in Sardegna e fuori dalla Sardegna. Ho detto che vorrei vedere il casino che succede se tutti i giovani, le pro loco, le associazioni e così via, in Sardegna smettessero di fare queste cose per un mese. Non si muove una bella patata in Sardegna. Quella sarebbe veramente “Sa dii de sa Sardinnia” in termini moderni.

Poi ho detto che l’età media di quello che in Italia sarebbe un “giovane” a me fa ridere. Un giovane chiamano gente di 45 anni. Ma seis brullendi? Io nel nostro Circolo sono già la vecchiona a 38 anni. L’ho fatto ora 5 anni e sto uscendo. Magari se diventasse presidente una persona di 25 anni. Infatti ho parlato di progetti che abbiamo fatto con giovani. Ne abbiamo fatto un paio ultimamente con giovani. S’orchestra in limba di Monica Dovarch e la presentazione del libro di Daniela Spoto “2 valigie, 5 anni”. Abbassare la scaletta e sostenere chi ne ha bisogno di sostegno, non quelli che già sono famosi.

Poi ho chiuso, dicendo che ci sono molti ragazzi a Berlino che “sono arrabbiati” con la Sardegna. Io, non voglio che qualcuno è arrabbiato con la Sardegna. Allora si devono cambiare un paio di cose. Inutile piangersi adosso, come fanno tanti. Io non sono una vittima, ne io e neanche i ragazzi del mio direttivo che ho ringraziato. Non ho fatto nomi, ma li faccio adesso, visto che si danno da fare: Teresa Cui, Battista Fadda, Francesco Lai, Pitzente Bianco Giovanni Casu.

Ecco, la situazione in Italia in generale è quella che è. Ma non la cambiamo senza fare le cose. Credo che gli emigrati e soprattuto i giovani emigrati nelle grandi città, possono creare un ponte tra la Sardegna e l’estero perché anche qui per esempio la Sardegna è incapace di vendersi bene. Anzi, alle fiere turistiche si può fare molto di più.

Prus o mancu apu nau custu!

Ecco, Robertu.

Che poi abbiano speso, qui ho sentito delle cifre dai 40.000 Euro ai 100.000 Euro, veramente non si sa, intanto sono soldi che rimangono in Sardegna.

Che eja, piticu su fauxpas della musicchetta di Videolina, mettendo Conservet Deus su Re, criticato da Omar Onnis, anche giustamente, ma quello non è un errore della Firino.

E chissà qualcuno nel Facebook di Adriano Bomboi ha detto sottointeso che chi non è indipendentista (o nazionalista) non è un vero sardo.

E a me proprio vedere il mio nome in un volantino scritto in LSC non è proprio il massimo.

L’abbiamo capito. E tutto il blablabla che si è creato … bene, ma io non sono Sardignola, perché scelgo IO quello che sono. Questa è l’identità. Una persona se la sceglie. Non gli altri che sono sempre pronti a criticare.

Buona giornata.

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2 thoughts on “Risposta a RobertO Bolognesi

  1. Cara Alexandra, ho cercato nel testo di Bolognesi con la parola-chiave “Alexandra” e non ho trovato niente. Poi, continuando a leggere il tuo, ho capito che dovevo cercare con “tedesca” e l’ho trovata: “alcuni emigrati, MA anche una donna tedesca figlia di una sarda”. Non voglio esagerare, ma un’espressione del genere fa rabbrividire per i suoi sottintesi. Più esattamente, dovrei dire che fa schifo ma non lo dico. Guarda caso, tutti e tre viviamo in paesi diversi da quelli d’origine dei nostri genitori. Tu sei diventata ‘solo’ la tedesca, e ti è andata bene, perché io sono diventata molto peggio. E siamo a due su tre. Al terzo cosa dobbiamo riservare, entrambe? Nulla di nulla, solo compatirlo per la sua acredine.

  2. Pingback: Risposta a RobertO Bolognesi — Alexandra: Arrexinis e Arrexonus | gpieroblog

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