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Polemica su Claudia Firino: Risposta a Alessandro Mongili e Marco Murgia

http://sardegnapossibile.com/quando-dibattito-diventa-faida-nostra-lingua-diventa-straniera/

http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/17734/lingua-sarda-al-livello-di-quelle-straniere-bufera-sulla-firino.html

 

Ripeto ciò che ho scritto in Facebook (e tutti sanno che ho sostenuto Sardegna Possibile durante la campagna elettorale), ma qui si cerca solo di fare polemica e di interpretare male ciò che Claudia Firino ha detto veramente e quello che intendeva.

Certamente un preda facile per la polemica e l’incomprensione da parte di gente che è politicamente attiva come Marco Murgia e Alessandro Mongili (che tra l’altro non hanno una visione chiara sulla questione linguistica e vorrebbero imporre il primo la LSC a tutti e il secondo, una specie di Mesania inventata)

Credo che Claudia Firino voleva dire un altra cosa e che è stata interpretata male o che non abbia espresso il suo pensiero in maniera chiara. Sapendo come la pensa lei (più o meno) credo che lei sappia benissimo che il sardo è la lingua del popolo sardo e che se fossimo in una situazione ‘normale’ di bilinguismo orizzontale e non verticale, sarebbe abbastanza facile sparare delle idee e dei soldi destinati a determinate cose.

PUR TROPPO la situazione in Sardegna non è questa e l’ultima persona a questo mondo che discriminerebbe una minoranza linguistica, una persone religiosa, omosessuale o gente diversa da altra, credetemi, è Claudia Firino.

Infatti lei tocca il vero problema, sapendo che non dovrebbe essere così, ma di fatto, è così come dice lei! Io ho da anni tantissimo a che fare con ragazzi sardi dai 16-35 anni e solo pochi sanno parlare decentemente il sardo.

Eja, mi da fastidio, eja, mi piacerebbe che tutti facessero come qualcuno di noi, me o altre persone e ricuperarla, non solo nel parlato, ma anche nello scritto… e per me è stata una lingua straniera, ma anche per tanti altri che hanno avuto il sardo come L2 o lingua passiva (come anche i nostri amici Alessandro Mongili e Marco Murgia, mica loro due conoscevano il sardo e lo sapevano scrivere o parlare perfettamente. Certamente non era una lingua straniera, sentita dagli anziani, ma l’hanno imparata come tale, almeno la grafia! Per ciò!)

Se ora fossi in Claudia Firino, dovrei partire dalla situazione attuale. Il sardo sta scomparendo, grazie alla politica linguistica imbarazzante degli ultimi 20 anni… dalla sinistra e dalla destra… o da chi ne era responsabile che ha portato alla situazione che il sardo è L1 di pochi giovani… e che forse è la L2 di quattro gatti e che tanti hanno solo una conoscenza passiva.

Voglio ricordare che qui Sardegna Possibile e le liste diventano anche abbastanza criticabili, non avendo avuto un programma chiaro per la lingua sarda durante la campagna elettorale. Anche qui si parlava solo dell’importanza del sardo e d’inserirlo nelle scuole, ma non ci è mai stata una risposta alla questione dello standard o su come muoversi in futuro. L’unico “segnale” di sardo che Sardegna Possibile ha dato sul sardo era che Michela Murgia ha parlato in sardo nell’intervista con Anthony Muroni. Gli unici che avevano un programma decente linguistico era il partito di Pier Franco Devias. Per ciò…

Comunque, il sardo non è morto, ma direi che è abbastanza in pericolo, anche se un gruppo di sardi interessati, soprattutto indipendentisti, sta tornando a leggerlo e scriverlo, ma non è la regola. Claudia Firino dice infatti questo:

Chi ha una competenza da L2 o passiva, imparerebbe lo stesso il sardo come ‘lingua straniera’. Non dice che lei vede il sardo come lingua straniera o che dovrebbe essere insegnata come tale, ma per avvicinarla ai ragazzi, sarebbe la miglior soluzione.

Dice che il sardo è per una gran parte dei ragazzi una “lingua straniera” nel senso e che infatti tanti ragazzi dovrebbero prima ripassare la grammatica del sardo, il lessico, la fonetica ecc. così come si farebbe con una “lingua straniera”, ma solo all’inizio.

Claudia Firino ha dimostrato il suo interesse per la lingua sarda. Ha partecipato a convegni e si è messa in contatto con varie associazioni e persone private per capire meglio il problema della “questione della lingua sarda” (che tra l’altro Marco Murgia e Alessandro Mongili stanno ignorando). Intanto è vero che ci sono stati tanti litigi e polemiche private, sono la prima ad ammetterlo…infatti anche questa è una polemica… e sono la prima di dire che ci sono dei gruppi che stanno gravemente bisticciando da anni.

Capire questo da esterno, non è facile e … questa è solo la parte umana della questione della lingua sarda …, figuriamoci della parte linguistica (che tra l’altro secondo me, Marco Murgia e Alessandro Mongili non hanno capito neanche, altrimenti non scriverebbero il sardo LSC o LSC pseudo emendata). In più, non dimentichiamoci che non è l’unico problema che l’Assessore alla COSA???

Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport

POCO vi sembra? A me no… che sta prendendo sul serio il tema e che non ci è cascata al blablabla di Giuseppe Corraine mi fa tantissimo piacere… e anche che sta prendendo in considerazione di cambiare la LSC e di organizzare un convegno con tutte le associazioni ecc. per infatti ASCOLTARE TUTTI è fantastico! Le sta spaccando il monopolio linguistico della piccola cricca intorno all’ex direttore della LIMBA.

Non mi piace come Alessandro Mongili e Marco Murgia la mettono in cattiva luce solo perché non hanno letto tra le righe, perché non si sono informati su quello che lei in realtà sta facendo per il sardo e perché si vuole sempre solo criticare e dimostrare che qualcuno di loro sarebbe stato più bravo… o cosa?. Condivido che il sardo non dovrà essere insegnato come lingua straniera, ma con ore in più di una lingua straniera per riattivarla e normalizzarla…

All’inizio però si dovrebbe inserire con un paio di ore a scuola come una lingua straniera, cosa che le giunte passate non hanno mai realizzato in maniera intelligente per tutta la Sardegna sardofona… anche per sensibilizzare i genitori che diranno (sotto voce) che l’inglese sia più importante del sardo… ma… lo sto dicendo da qualche anno che ciò che serve è una politica linguistica di “avvicinamento”e uno “standard di avvicinamento”… perché il popolo sardo non si lascia imporre niente, perché tutti devono essere prima informati bene, perché le scuole dovranno avere una linea chiara, ma senza ammazzare la scuola impropria e il contatto linguistico con gli anziani ecc.

Ci sono tanti di quei problemi. Criticare possono tutti… una malattia sarda che abbiamo, ma vorrei veramente sapere cosa farebbero gli amici Alessandro Mongili e Marco Murgia e gli altri criticoni della domenica mattina? Cosa farebbero se fossero lei?

Ps… se s’ insegnerebbe la LSC o il Mongilese a Escalaplano, Muravera o a Nuxis sarebbe comunque una ‘lingua straniera’… o almeno una cosa molto lontana da una cosa già abbastanza lontana, almeno per tanti ragazzi sardi.

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3 thoughts on “Polemica su Claudia Firino: Risposta a Alessandro Mongili e Marco Murgia

  1. Alexandra, sei una specialista del misunderstanding ben maggiore di quanto io e Marco Murgia ci siamo, secondo te, rivelati essere rispetto alle dichiarazioni del tutto, come dire, fuori luogo di una persona che occupa una posizione in cui certe cose non si possono dire. Una posizione pubblica che merita la critica sullo spazio pubblico, secondo il costume democratico. Firino è simpatica, non lo nego, ma è il nostro Assessore. Per questo, è necessario seguire attentamente le sue dichiarazioni e, soprattutto, i suoi atti.
    Rispetto allo standard, sul quale mi tiri per la giacchetta, io ho ribadito la mia posizione: sono favorevole a un processo di standardizzazione, in cui la discussione sia continua e le soluzioni provvisorie. Quello che però maggiormente mi interessa, e, credo, interessa molti sardi, è l’articolazione di questo processo negli usi. Sono critico verso i toni e lo stile di dibattito selvaggio in cui si denigra sul piano personale chi ha una posizione diversa dalla propria ed è proprio per questa ragione che non intervengo più.
    Sardegna possibile ha fatto molto più del Fronte indipendentista, ha predisposto e offerto un forum libero e pacifico in cui le diverse posizioni hanno avuto la possibilità di incontrarsi e discutere. Correttamente, non ha assunto una posizione di parte ma ha spinto verso la maturazione del processo. Noi, infatti, ci siamo sempre posti come rappresentanti possibili dell’elettorato, e non di questa o di quest’altra associazioni. Tutte rispettabili, tutte rispettate. Per noi, il riconoscimento reciproco fra Sardi è la base per uscire dalla dipendenza.
    Poi io scrivo il sardo come mi piace, non ho alcuna autorità e mi piace sperimentare. E anche un po’ provocare il dibattito.

    • Alessandro, andati beni s’opinioni cosa tua, gratzias po s’acraramentu.

      FBDDm eja, tenis arrexoni…s’italianu est lingua strangia mia… seu nascia e crescia in Germania. Apu imparau a scriri s’italianu a 22 annus.

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