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Senza peli sulla Limba

diario precario 2.0

Non so se mi stupisce di più la puntuale mistificazione dei fatti o la paternalistica assoluzione che mi viene a volte riservata, come se la responsabilità di ciò che accade nell’assessorato che rappresento sia sempre altrove. Ringrazio della simpatia e dell’indulgenza preventiva, ma devo deludere i miei simpatizzanti dichiarando la piena titolarità di ogni atto che riguarda il mio incarico.

Il tema della Lingua sarda, come ho più volte ribadito, patisce la stessa difficile situazione di tutti i settori che afferiscono all’assessorato, e non solo. La pesantissima eredità della giunta Cappellacci e la spesa fuori controllo delle Asl ci hanno obbligato a studiare un assestamento “in diminuzione”, come si dice in gergo. I vincoli imposti dal patto di stabilità hanno completato il quadro, rendendo di fatto virtuali gli stanziamenti previsti in finanziaria (sulla cui bizzarra distribuzione non mi dilungo in questa sede, se non per sottolineare che Sel è…

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3 thoughts on “Senza peli sulla Limba

  1. michele pinna, membro uscente dell’osservatorio regionale della lingua e della cultura sarda. in 7 ottobre 2014 alle 12:45 am ha detto:
    Ho letto con molta attenzione le cose che ha scritto l’assessora Firino. Ho letto e condivido. La risposta decisa e precisa data a taluni che si sono autoproclamati depositari del verbo e del vero fa ben sperare sulle sue intenzioni finalizzate a ridare slancio alla politica linguistica. Va da se che questo assestamento di bilancio non avrebbe potuto fare alcun miracolo rispetto alle promesse virtuali dell’ultima finanziaria approvata ad oras in prossimità della volata elettorale dalla precedente maggioranza di Governo. E’ facile ostentare cifre ben sapendo che non ci saranno. Ma gli specchieti per allodole pre elettorali non sono mai stati una novità. Va da sé che il bilancio doveva rimodularsi su cifre e su risorse reali. Perciò non ho mai avuto difficoltà a dissociarmi dagli allarmismi fuori luogo lanciati ad arte dai fautori di un sedicente coordinamento per il sardo ufficiale. Coordinamento di chi e di cosa non si è mai ben capito. In ordine al servizio della lingua sarda condivido in pieno quanto detto dall’assessora, anche perchè la politica linguistica come nessun’altra politica dovrebbe, mai, essere affidata ai burocrati. I direttori di servizio devono svolgere il loro compito senza spacciarsi per assessori o per deus ex machina delle azioni politiche che sempre e comunque sono da attribuire, nel bene e nel male, a chi svolge ruoli e funzioni politiche. Non posso sottacere il fatto che molti dei limiti della politica linguistica della precedente giunta, specie negli ultimi due anni del mandato, sono da attribuire all’eccesso di delega e di mal riposta fiducia, da parte dell’ Assessore Milia, nei confronti del direttore del servizio, che ritengo responsabile del mancato coinvolgimento dell’Osservatorio, convocato in cinque anni due sole volte in maniera molto frettolosa e perciò inefficace. Non spetta a me contestare addebiti ma lo avrebbe dovuto fare il direttore generale del’assessoratoo e l’assessore stesso dell’epoca, più volte sollecitato anche con lettere e telegrammi ufficiali dal sottoscritto e da altri membri dell’Osservatorio regionale. In molti ci chiedevamo quando il direttore del servizio di lingua sarda trovasse il tempo per svolgere il proprio lavoro visto che passava molto tempo a scrivere nei social network dando pagelle a destra e a manca ed assumendo ruoli che non gli competevano. Ha ragione l’assessora Firino quando dice che il piano triennale non doveva essere rifatto da questa giunta ma dalla precedente che, in quanto membri dell’osservatorio, più volte, abbiamo richiamato a farlo. Il direttore del servizio, anche in questo caso, non è stato d’aiuto, tutt’altro. Chiunque sia il nuovo direttore del servizio lingua sarda, ciò che consiglierei è di non attribuirgli un ruolo superiore a quello che gli spetta. La funzione politica, le scelte, l’agenda e la tempistica delle cose da fare spettano all’assessora che, certamente, se lo chiederà e se lo vorrà, avrà tutto il sostegno proveniente dall’esperienza delle associazioni che da anni operano nel territorio e che godono della stima e del consenso di coloro che sul serio hanno dimostrato, in venticinque anni, di credere, operando con i fatti, e spesso nella esiguità delle risorse, nella questione linguistica e culturale della Sardegna. Per il resto bisognerà, poi, aspettare la nuova finanziaria che ci auguriamo possa essere migliore della precedente.
    ______
    Brrrrrr….titia! Unu contras a s’àteru!
    Lìngua mia stimada sarva-tì de tei chi podis!

    • Il problema principale a parte i soldi e tutto quanto, di come avviccinarsi a fare una politica linguistica seria, è e rimane il problema delli standard scritto del sardo. Questa è la radice e da qui si deve partire. Infatti, la Regione ha cercato di fare questo, ma con le persone sbagliate. Esperti che non sono esperti e direttori e dirigenti e auto proclamati ‘linguisti di domenica pomeriggio’.

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