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Piga, Bolognesu

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Ho letto con molto piacere uno degli ultimi post di Roberto Bolognesi.

http://bolognesu.wordpress.com/2014/05/22/la-storia-di-filius-fillu-figiu-e-fizu/

Si riferiva ad un intervista a Mariantonietta Piga

http://salimbasarda.net/politica-linguistica/piga-lsc-isperimentada-a-fitianu-cun-adatamentos-e-emendamentos-ma-como-lompent-tempos-tristos/

Ovviamente non sono contraria  all’analisi che fa Roberto sul cambiamento di certi suoni, la diacronia fonologica, se lo vogliamo chiamare così. Sa di che cosa sta parlando e lo spiega anche bene per non-linguisti.

Però ho qualche dubbio per quanto riguarda il futuro, non il passato. Bolognesi scrive:

“Così, se qualcuno glielo spiegasse, continuerebbero a pronunciare fizu, ozu, foza, ecc.

Tutto quello che dovrebbero fare è applicare la regola del loro dialetto alle forme sottostanti figiu, ogiu, fogia, ecc.

Ma anziché spiegare loro queste cose, si è preferito rinunciare all’idea stessa di una norma ortografica.”

Bene. Perfetto, se per il sardo settentrionale una regola così funziona… auguri e figli maschi.

Mi chiedo però… e qui torno alla domanda di Frantziscu Lai, alla quale Roberto ha risposto dandogli dell’ignorante…

– È applicabile la regola per il sardo meridionale”.-???

Certamente, per “fillu” funziona. Scriviamo “figiu” e lo pronuciamo “fillu”, “mengius” diventa “mellus”, “ogiu” diventa “ollu”.

Sintzillu… ma cosa facciamo con le parole che in sardo meridionale hanno già in partenza la -gi-?

“Angione” iat a essi “Anllone”, “migia” iat a essi “milla”, “pingiada” diventa “pinllada” e “apu ligiu” diventa “apo lillo” nella pronuncia???

… o cumenti iat a essi? Chi spiega che con certe parole la regola è applicabile e con altre no?

Chi spiega quando si tratta di una “forma sottostante” e quando no? Non mi è tanto chiaro se Roberto voleva solo spiegare che queste parole valgono solo per il sardo settentrionale?!

Non mi è tanto chiaro come Roberto voglia insegnare questo in pratica e logisticamente?

Di questi problemi ce ne possiamo porre anche altri. Come ho già detto l’altra volta, inserendo la -X- in parole laddove non c’entra nudda, tipo:

“lexer” e “faxer”, ai sardi meridionali gli viene da pronunciare il suono che usano per “paxi” e “nexi” o no?

ehhh, glielo dobbiamo solo spiegare… e gli dobbiamo solo spiegare che la -e- si pronuncia -i-, che la “forma sottostante” di “cani” è “cane”.

Certo, li dobbiamo solo fare dislessici e poi alfabetizzare… facile…

Bene. Arriviamo alla signora Piga. Mettiamo a parte il suo discorso su fizu e figiu che a me sta bene, se scrivono fizu, basta che a noi ci lasciano scrivere fillu…

… trovo più preoccupante la sua affermazione:

“Nois naramus “pache”, “fizu”, “faveddare”, “naraliu”, “manicare”, “istau”!
Pro non mentovare is dialetos baroniesos: “manicatu”, “istatu”…
Totus amus dèpidu rinuntziare a carchi cosa, fortzis prus de is àteros puru.”

Ahhh… sciadada… ovviamente: arrivare da “pache” a “paghe” è complicatissimo… certamente, molto più sacrificio di arrivare da “paxi” a “paghe”…

“faveddare”, oioi… “faeddare”… ovviamente: “chistionai” è molto più vicino… ahhh no, quello diventa “chistionare”, visto che il lessico è libero…

peccato che non se ne accorge mai nessuno che nella maggior parte dei testi nella pagina web di salimbasarda preferiscono il lessico settentrionale…

“manicare”, com’è in LSC? “mandigare”… avete mai visto che uno di loro scrivesse: papai o papare?

E certamente ci vuole uno sforzo pazzesco per arrivare da: “istatu” a “istadu”… non so… la forma più usata da noi, almeno per quanto lo veda io scritto è “stetiu”… ???

sinceramente non so cosa significa “naraliu” e neanche il Pudhu lo sa… “nara lu”?, “nara-ddu, “nara si-ddu”? scusate… non lo so, ma sono sicura che anche qui la distanza tra “naraliu” e la LSC sarà più piccola paragonata alla corrispondente meridionale.

La domanda qui non è di rinunciare… sono d’accordo, tutti devono rinunciare, ma la domanda è come e quanto?!

insandus, piciocus… seu sceti faendi pregontas… ma… le sto facendo da anni, senza risposte… state proponendo. Bene, ci sto, ma spiegate anche come farlo nella pratica…

perché in teoria siamo tutti bravi.

 

 

 

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8 thoughts on “Piga, Bolognesu

  1. Candu unu non bolit sciri e non bolit cumprendi ita ddu naras?
    Deu apo postu in cradu de diora ca is fueddus ki in cabu de jossu bolint sa dopia L funt una pariga e si podint imparai in pressi: duncas, si est scritu ogiu, sifu a nai “ollu”. Ecc.
    Ma immoi cun su cambiu ki at fatu Corraine, teneus fintzas su permissu de scriri “ogiu”e “ollu”.
    E su propriu balist po is pagu fueddus cun Kw o GW ki ammostrant sa BB in sa grafia mia.
    Ma seu siguru ca a genti che Frantziscu ni-mancu custu ddi bastat.
    Tanti unidadi de sa grafia non ndi bolint.

  2. Molto interessante l’articolo di Roberto e pure questo tuo.
    Io non sono un linguista, né un sociolinguista, né un insegnante, quindi ho veramente molte domande (reali), insomma se potete aiutatemi a capire. Grazie.

    Partiamo dalla parte relativa alla dislessia, in questo caso la cosa che mi viene in mente sono le lingue straniere : per imparare l’inglese o il francese, dove banalmente “non si legge come si scrive” diventiamo dislessici? Potrebbe essere eh … del resto non le impariamo … Che differenza ci sarebbe con l’apprendimento del sardo scritto a parte il fatto che si farebbe il contrario (dal parlato allo scritto invece che dallo scritto al parlato)?
    Lascia stare quale possa essere la scelta tra fillu, figiu e fizu (questa è una questione politico-sentimentale) ma sul serio è impossibile umanamente creare una grafia che accetti diverse letture? Perché se sì (e non lo escludo eh) stiamo perdendo tempo, soprattutto voi.
    Cioé alla fine è tutta una questione di Levenshtein distance?
    Io non me lo sono mai posto il problema in realtà e pensa che la mia scelta preferita sarebbe quella relativa alla prima proposta di Roberto : filju. Credi sia impossibile riuscire a far leggere LJ in diversi modi alle persone in base alla provenienza geografica?

    Chistionai e faveddare sono due parole diverse, sinonimi ma diverse, nella mia zona (campidano di mezzo) le abbiamo tutte e due : chistionai e fueddai, quindi non è fuorviante un paragone del genere? Sul fatto che poi che si veda sempre una preferenza per il lessico settentrionale hai ragione, magari perché la LSC la usano principalmente i settentrionali?

    • Bene, Andrea. Ora iniziamo a parlarne veramente. Grazie del tuo intervento. Per me i linguisti migliori sono i parlanti. Il problema che vedo io è che tra un bambino sardo e l’inglese non c’è nessuna connessione. Lo impara a scuola e li impara che la -i- si pronuncia /ai/. Se ci va bene per un altra generazione per il sardo non è così. Nob partire da te che conosci e stai seguendo la questione da anni, ma dobbiamo partire dal bambino che torna a casa e nei compiti dovrà scrivere ‘faghimus’, mentre nonna dice realmente ‘feus’, facilmente da scrivere con i grafemi conosciuti. Io mi metto questo problema. Sarà perché sono donna, ma lo vedo sempre dalla prospettiva dei bambini e dal contatto che hanno con la società. Il sardo non è una lingua straniera. E qui m’interessa proprio anche il passaggio. Roberto dice che ragazzi come Francesco che grazie a Dio all’età di 34 anni hanno ancora il sardo come L1, non lo vogliono unificare… ma non è così. È un ragazzo intelligente. Ma si chiede perché dovrebbe iniziare a scrivere: paghe e neghe… se sa già che gli fa più comodo scrive paxi e nexi? Laddove la grafia rispecchia meglio la sua pronuncia? Siamo lì. C’è un sacco di gente che segue da anni la scrittura. Giovani. Gente che l’ha trovata. Perché ora cambiargliela se si trovano bene? Per il resto… ecco l’hai detto tu stesso. La LSC viene usata di più dai sardi settentrionali. Un motivo c’è. In più la limba che usano in limbasarda è solo ed esclusivamente sardo settentrionale. Che voi dite entrambe le parole non è importante. Loro scelgono sempre il lessico de susu… sempre. Un abbraccio 😉

      • Scusa Alex, deu non bollu fai partis a nemus, ma … se Francesco non vuole scrivere parola X perché gli fa più comodo parola Y, è vero che non vuole unificare, mica è un insulto 😀 Ma non perché parola X è proprio quella e parola Y è proprio quell’altra, solo perché a lui fa più comodo parola Y, ed è una posizione rispettabile. Quindi desumo che se tutti scrivessero parola Y a lui andrebbe bene unificare ma altrimenti no … ergo non vuole unificare.
        Ma capiamoci, non unificare potrebbe essere anche la scelta giusta, io non lo so, è questo il punto 🙂 Basta essere chiari. Se la maggior parte dei parlanti non vuole unificare … probabilmente non si dovrebbe unificare.
        E qui sorge l’altra domanda … visto che la maggior parte dei parlanti non sa scrivere, la scelta deve essere fatta in base alla maggioranza della stretta minoranza che sa scrivere secondo questa o quell’altra regola?

  3. Alexandra, oggi ti ho fatto l’onore di scrivere sul tuo blog. Sarà anche l’ultima volta. Non ne vale proprio la pena. Anche tu, come Corraine, sai mettere le parole una dietro l’altra con l’unico scopo di non dire niente. Auguri e figli maschi!

  4. come si può proporre a mezza sardegna di scrivere “faxent” e leggere faint “tenimus” e leggere “teneus”…… anche Bolognesi scrive più in campidanese che nella sua grafia……

    • Roberto. grazie dell’onore… troppo gentile. bene… tu non vuoi parlare… vuoi solo avere ragione, ll’abbiamo capito. dieci anni che rompi le scatole con la ‘scuola impropria’ e poi quando ti chiedono cosa citiu citiu abarras..

      in sa scola is piciocus scriint: sos pitzinnos cherrent abba e arrivano a casa dove nonna dice is piciocus bolint acua. certamente unificato sarebbe come? is piciocos bollent acua? bellissimo… ai sardi meridionali la -u- diventa una -o-, la -i- diventa una -e- e così via… la -x- diventa cosa? come dovrebbero infatti pronunciare ‘lexer’? ligi?

      unificare… io sono pro unificazione e anche Francesco (credo almeno) ma po prexeri… senza diventare ridicoli… non capisco dov’è il problema? Secondo me il problema è che non si vuole ammettere di aver fatto degli errori…

      … e Roberto non vuole ammettere che si è fatto prendere due volte per il culo da Corraine…

      ehhh… si può emendare… Ma dove? Ma quando? Ma chini? Presi per il culo 7 anni… e mi devo ancora sentire scemenze di emendamenti? Non ci saranno… Unificare il sardo? Si unifica da solo…lo fanno i parlanti.

      Andrea scrive sardo, Roberto scrive sardo e pinco pallina lo scrive… e tutti usano più o meno le stesse regole… le regole le usano tutti ppiù o meno…ma cerchiamo prima ad insegnare alla gente di non mettere la paragogica, metatesi ecc.

      lu e ddu possono coesistere, sos e is anche? Il lessico è libero…? dove cavolo c’è il problema di far coesistere paghe e paxi…? tanto coesistono già. .. coesistenza di altre due minchiate e abbiamo il sardo con il quale la gente riesce a scrivere e non si sente alienata. questo crea due lingue? no! è una stronzata inventata per imporre il sardo settentrionale a tutti. e la gente ci casca pure… una nazione-una limba…

      Andrea tui ses partzidori? No! Hai scelto una grafia che è vicina al sardo che conosci. Francesco ha fatto la stessa cosa.

      Buona giornata… anche te Roberto.

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