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La più bella del mondo…

E’ corretto che un dirigente pubblico scriva su materie che riguardano il suo Ufficio, criticando a destra e a manca, lanciando maledizioni, su un sito web finanziato dal suo stesso servizio con i fondi della legge regionale 26/97 ?

http://salimbasarda.net/politica-linguistica/ml-sena-ghia-e-indicos-sos-cabones-de-renzo-a-su-tempus-de-renzi/http://salimbasarda.net/http://salimbasarda.net/creditos-2/

Secondo la Costituzione un pubblico funzionario deve in primis rispettare i seguenti articoli:

Art. 97.Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico.I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge

Art. 54.Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge**********************

Cosa pensare quindi di questo eccentrico collega che spesso viene meno alla sua imparzialità, esternando, su materie di competenza del proprio ufficio, a piè sospinto, su tutti i media, magari utilizzando fantasiosi nick femminili, (ad es. Giulia Aresu) oppure orientando la claque, contro cittadini che, legittimamente, non la pensano come lui.Alcuni di questi cittadini, che hanno ad esempio il diritto presentare istanze di partecipazione ai vari bandi dell’ufficio diretto dal collega eterodosso, spesso vi rinunciano in ragione di tale conclamata inimicizia, che spesso rasenta l’offesa personale.Se un altro dirigente pubblico azzardasse un simile comportamento, verrebbe messo sotto procedimento disciplinare in un nanosecondo.Questo significa adempiere con disciplina ed onore ai propri compiti ?Ho molti dubbi in proposito.Secondo te questo personaggio è ancora da considerare imparziale?A qualcuno sfugge questa basilare differenza e vorrebbe fare al tempo stesso: il militante non so bene di che cosa, l’agitatore politico, il giornalista, il ghostwriter, il consigliere di principi e principesse, di assessori e assessuore, il politico di rincalzo e dulcis in fundo il dirigente pubblico che gestisce uffici e budget di spesa.Come cittadini possiamo essere garantiti da un tal modo di operare ?Non basta essere imparziali bisogna anche apparire imparziali, oppure si cambia legittimamente mestiere seguendo così le proprie multiformi e poliedriche aspirazioni ed inclinazioni non ultima quella, singolare, di farsi passare per una donna.

Pepi… seus chistionendi de tie…….

(Il testo è stato scritto da una persona che legge il mio blog).

 

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9 thoughts on “La più bella del mondo…

  1. Quando è uscito il documento “MONITORAGGIO
    SULL’UTILIZZO SPERIMENTALE DELLA LIMBA SARDA COMUNA
    ANNI 2007-2013” (http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_91_20140418114135.pdf) inteso anche come “Atto preparatorio alla redazione del Piano Triennale Linguistico 2014-2016” (Dio ce ne scampi!)), appena letto avevo voglia e intenzione di commentarlo a beneficio dell’Assessore Firinu. La quale, detto tra parentesi, con ogni evidenza non sa che pesci pigliare e probabilmente farà il possibile per riconfermare l’interessato, così si leva il pensiero. Se però fosse attraverso una legge ad personam, sarebbe soltanto una scorrettezza bella e buona. Dovrebbero semmai bandire un concorso vero e proprio e finalmente.
    Poi però ho avuto altro da fare, tra l’altro ho dato un’occhiata al tanto decantato correttore, che non si capisce a chi e cosa serva, perché se uno non sa scrivere in sardo, da lì certamente non lo impara. E se uno fa la fatica di scrivere in qualsiasi modo, non avrà il tempo di stare anche a scervellarsi sulle correzioni. E se uno sa il sardo, e lo scrive pure, a modo suo, avrà semmai da insegnare e non da imparare, tanto meno la lsc. E a un bambino certamente non serve. E se uno usa la lsc, a quello ancora meno.
    Quanto alla relazione, le lodi dovrebbe tesserle qualcun altro, una parte neutrale. Come pure la certificazione dello spirito di tolleranza linguistica con cui ha agito la Direzione. Soprattutto un autoelogio non dovrebbe essere pubblicato nel sito della RAS. Poi ci sono anche delle vanterie sciocche vere e proprie, come l’aver la Regione mandato a Monti e credo a Letta dei documenti in sardo, sottacendo che però la parte ufficiale, che i destinatari potevano leggere, era in italiano. Altrimenti il documento non era nemmeno da ritenersi ufficiale. Anche questa relazione della Direzione è in italiano. La parte maggiore della relazione è occupata da diagrammi a torta, dove per lo più non è indicato il rapporto tra percentuali e numeri assoluti, cioè la percentuale di cosa? di 1000, di 100 o di 10 entità? Materiali didattici, con sostegno finanziario regionale, sono stati prodotti a caterve, e non solo negli ultimi anni ma negli ultimi decenni. Di valore diverso, certamente, ma moltissimi. La Regione non credo li abbia mai raccolti nella propria sede e catalogati, e messi a disposizione del pubblico, anche degli studiosi. Così era una quindicina d’anni fa, quando ero andata ad interessarmene, così sarà anche adesso. Nessuno ha mai parlato di un archivio regionale e pubblico dei materiali didattici prodotti.
    Non entro nel merito della dinamiche di alleanze e di disalleanze dell’ultima ora, che si stanno producendo alla vigilia del fatidico giorno di decadenza del direttore dell’Ufficio. Ognuno si regoli in coscienza. Tanto tutti sanno leggere e giudicare, sia la forma sia il contenuto. Nessuno potrà negare che l’Ufficio linguistico regionale si sia dato da fare. E un altro paio di maniche con quali finalità. Importano queste.
    Auguri e saluti.

  2. Quello che sto vedendo in questi giorni secondo me dice bene cosa è stata la difesa del sardo in questi anni, cioè soprattutto un mucchio di personalismi, diciamo. Il capo che da mesi dice che molla tutto, che ha terminato, e poi si scopre che c’è nell’aria una proposta di legge che potrebbe sistemare le cose; i due pensatori che hanno messo in piedi la LSC che se ne dicono di tutti i colori, quasi come due donne gelose del capo (prendi me, no prendi me); siti dove vola la m…. col ventilatore. Quello che non capisco sono i politici: per loro questa storia della difesa del sardo è solo una grana, non gliene importa niente, non sanno che pesci prendere e non hanno un minimo di coraggio. E tutti a spararsi s…. mentali su come si deve scrivere il sardo: ma per fortuna c’è chi se ne frega e lo scrive e sorprattutto lo parla senza aspettare questi inventori geniali. Issos sind’affuttini de tottu custu manicomiu.

  3. Secondo me non si vede un vero gesto di amore verso il sardo da parte di questi signori che si riempiono la bocca di belle parole. Penso che questa cosa sia la più importante. Poi c’è uno spettacolo pietoso, si vede che hanno bisticciato fra di loro e non vanno più d’accordo dopo che si sono dati la manina per un sacco di tempo: mi sembra come in certi divorzi sanguinosi, tipo la guerra dei Roses. Ci sarebbe solo da ridere, ma stanno ammazzando la difesa del sardo per i prossimi anni. C’è anche da dire che non è che abbiano fatto molto per il sardo, che continuerà a sopravvivere da solo.

  4. Nel sito
    http://www.labaseonline.it/rubriche/Rassegna%20stampa/919/intervista-a-giuseppe-corongiu-la-lingua-cresce-se-e-standard
    ho cercato di pubblicare, mi pare senza successo (ieri notte e stamattina), questo commento:
    “Onorevole Arbau,
    lei scrive il 30 aprile:
    “La leggina è stata incardinata in commissione. Credo che se si vuole fare e riconfermare Pepe i tempi ci siano.”
    Dal resoconto della riunione della seconda Commissione consiliare del Consiglio regionale (7 maggio), così come riportato nel sito salimbasarda.net, leggo:
    “A conclusione della seduta l’assessore, Claudia Firino, ha informato i commissari sulla situazione che riguarda il servizio “lingua sarda”: il dirigente attualmente in servizio è infatti a “comando” ed è in scadenza a partire dal prossimo 16 maggio. Per la conferma è necessaria una norma, da approvare in tempi rapidi in Consiglio regionale. Il consigliere, Paolo Zedda (Soberania e Indipendentzia) si è espresso contro una soluzione in tempi rapidi («serve una valutazione dei risultati della politica linguistica della Regione») e denunciato che «senza l’ingresso della lingua nelle scuole, la lingua sarda non ha un futuro». Il presidente Gavino Manca, nel confermare attenzione e disponibilità a discutere del problema ha dichiarato chiusa la seduta della Seconda commissione.”
    Non ho motivo di dubitare che quanto l’On. Arbau scrive e quanto leggo sia vero.
    Detto questo: come si fa a scrivere che non è una legge ad personam? Mi pare che il dr. Corongiu voglia negare una cosa evidente. Proprio questo è il punto: in una democrazia degna di questo nome, è possibile fare norme ad personam? Non pare anche a voi che sia una cosa odiosa?
    Sono un votante del PD: mi dissocio anche solo dal pensiero di fare queste cose. E spero che l’On. Arbau pubblicherà anche questo commento.”
    Aggiungo che nello stesso sito, in polemica un tantino sopra le righe con il Rettore dell’Università di Sassari Attilio Mastino, il dr. Corongiu scrive:
    “Non è un provvedimento ad personam ma una norma su comando e mobilità che esiste in tutte le amministrazioni italiane. In Sardegna si è preferito evitarla finora da un lato per proteggere rendite di posizione, dall’altro perchè in assenza di figure tecniche già retribuite si possono più agevolmente stipulare convenzioni con consulenti invece di utilizzare un dipendente pubblico che comunque è già pagato dai cittadini e dovrà essere comunque pagato. Si tratta, dunque, di una norma anti sprechi.”
    Giudicate voi stessi dove sta la verità. E per la lingua sarda, dove sta la verità?
    Chiedo ad Alexandra di voler ospirare questo commento nel suo blog, in cui mi pare ci sia aria di libertà.

  5. A prescindere da tutto ciò, anche se non so se la retribuzione in comando sia uguale a quella precomando, un cambiamento si impone. Ma questo aggiustamento di obiettivi non si vede. Dalla lsu a questa parte si vuole imporre un modello unico. Polemica peraltro anteriore persino alla lsu, quando anzitutto le varianti locali erano più vitali e si puntava solo sulla koiné, che poi significa comune, e si discuteva di quale dovesse esserne la matrice. Poi è stata individuata la matrice – colpo di scena! – in quella che è la “vera lingua sarda”. Grande novità teoretica! Ma lasciamo stare anche questo. Se la visione di qualcuno è che il sardo è una “accozzaglia di dialetti”, deve occuparsi d’altro. Forse non gli/ci è chiaro cosa significa “accozzaglia”. Dal Treccani: ” Turba confusa di persone spregevoli, o massa discordante di cose”; a. di gente varia d’età e di sesso (Manzoni); un’a. di loschi individui; a. di oggetti di ogni genere. Ogni altro commento è superfluo.
    Non conosco l’intero intervento di Paolo Zedda, spero che non si sia limitato soltanto al sardo a scuola.
    Una terza cosa: da tempo si tengono corsi di metodologia di didattica del sardo a scuola. Ma questi docenti non potrebbero essere un po’ più chiari e riassumere anche pubblicamente le loro idee? La comunicazione pubblica e l’esposizione pubblica in questo campo mi sembra molto carente.

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