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Ciò che Diego Corongiu non dice e non sa …

Torniamo: lingua e standard e sa “partzidura”

Insandus, feus una cosa po is personis chi tenint is cerbeddus abellus…

Ecco: Visto che Pepe & Curry e Company sono lenti e poco elastici di testa e ci stanno facendo un bel brodo, lo spiego un altra volta.

Dai, piciocus… dovete sforzarvi sceti pagu pagu. E se non lo capite neanche oggi, la prossima volta, vi faccio un disegnino… ok?

Dai, ecco. Un altra volta per Corraine, Corongiu, Carboni, Canu e is aterus C-arrexonis.

Piano, piano… vado piano piano, così lo capite forse.

1. Il sardo è UNA lingua per vari motivi.

1. 1.  Il riconoscimento politico giuridico nella legge dello Stato, in questo caso quello Italiano con la legge nr.482 del 1999.

1.2.   Il nome di una lingua ”la lingua sarda“, “sa limba/lingua sarda”, “su sardu”, “il sardo”.

1.3.   La coscienza del popolo sardo che i loro dialetti appartengono a un altro sistema linguistico, quello sardo e non quello italiano.

1.4.   L’esistenza di letteratura, scritta in sardo, anche se non unitaria.

1.5.   L’esistenza di una lingua comune o “esemplare” (che di solito diventa standard scritto)

 

Queste sono regole che il grande linguista rumeno Eugenio Coseriu ha stabilito per spiegare cos’è UNA lingua storica. Il sardo è una lingua storica.

I parlanti riconoscono ogni dialetto del sardo come tale. Per ciò, non è possibile “creare” due o più LINGUE SARDI, solo distruggendo tutti i punti menzionati su.

È una contraddizione in se perché il sardo è riconosciuto dai parlanti come dia-sistema che include il diatopico, diastratico e diafasico.

 

Su prus problema mannu insandus est ca Pepe & Curry e Company funt innorantis in sotziulinguistica. Bolit nai ca si-ddu depeus torrai a nai a bellu a bellu.

2. Esistono lingue che hanno più di uno standard. Ci sono vari motivi per questo:

I motivi sono: distanze geografiche, la formazione di nuovi stati, motivi storici, letterari, di riforme, litigi:

Esempi: Inglese (American/Australian/British English ecc.), Spagnolo (Isola Iberica/ Sudamerica), Portoghese (Portogallo/Brasile/Africa), Galles (Cymraeg llafar / Cymraeg llenyddol , Norvegia (Bokm°al / Nynorsk), Germania (Alte Rechtschreibung / Neue deutsche Rechtschreibung), Papiamentu (ortografia fonologiko / ortografia etimologico)… e ci saranno altri che ora non mi vengono in mente.

Nessun parlante di queste lingue direbbe che gli standard fanno parte di varie lingue… assurdamente, neanche gente che guarda queste lingue da fuori.

Custu bolit nai ca Pepi & Curry eCompany, narant scillorius candu chistionant de “partzidura”.

 

3. Nessuno vuole “partzire” il sardo… Sono loro che diffondono queste scemenze per creare una lobby alla LSC, ovvero: al sardo settentrionale.

Sono dei piccoli fascisti che vogliono che tutta la Sardegna scriva il sardo settentrionale: quello puro, delle montagne. Infatti chi lavora per la LSC di solito è un parlante del sardo settentrionale o qualcuno che l’ha imparato da grande.

Allora, questo ci porta al problema principale. Est craru chi Pepe & Curry e Company no funt meda abistus ca su chi narant, no portat a setiu.

Visto che allora vogliono costringere a tutto il popolo sardo di scrivere il sardo settentrionale (sinonimo di “logudorese”), è logico che la gente che scrive il sardo meridionale (sinonimo di “campidanese”) si senta presa in giro.

Per questo si devono inventare che siamo dei “partzidori”, gente che vuole fare due lingue, mentre come abbiamo visto prima il sardo dai parlanti è riconosciuto da sempre infatti con tutti i dialetti settentrionali e meridionali.

Una bella contraddizione in se stessa… laddove vediamo che la logica non è il loro forte… anzi, contraddizioni su contraddizioni… “lingua bandiera” che rispecchia una piccolissima parte della Sardegna, raccontando ai sardi meridionali che la frase: “Sos omines cherent mandicare” si può pronunciare: “Is ominis bolint papai”… ahhh no, scusate è vero… il lessico è libero… ma mi chiedo allora:

POITA no imperant MAI is fueddus de su sardu meridionali candu scriint in LSC? È tutto logudorese e poi ci mettono ddu / dda … ascu, ajò… est tropu lofiu e totus ddu sciint…

 

Custu bolit nai chi a) funt innorantis b) funt faulargius 3) funt pagu abistus

 

Pepi e Diego… dai… se non l’avete capito, ve lo spiegherò puru un atera borta… ehhh gei ddu sciu ca no est sintzillu … ma dai… vi farò un disegno… non preoccupatevi… c’è ancora speranza che anche voi ci arrivate… forse… un giorno.

 

 

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5 thoughts on “Ciò che Diego Corongiu non dice e non sa …

  1. Cara Alessandra, una domanda che c’entra fino a un certo punto. Da dove prendi o come conosci il nome di ‘scescia’ per la lettera X in sardo? Ti ringrazio.

  2. Riposto il commento che ho inserito poco fa nel blog di bolognesi:

    Leggere il sardo scritto da lei e quello di Alexandra per me campidanese è molto semplice. Anche perchè ricercate sempre anche i vocaboli veramente sardi. E anche il costrutto grammaticale è quello sardo
    Leggere quest’intervista è cosa più complicata :http://salimbasarda.net/atualidade/corraine-contra-a-ingiulios-e-negatividade-fraigare-e-non-distruire/
    dove molte parole sono italianizzate e furriadasa a -u. Ite a funtionau(?),
    “Oramai ischimus ite tocat a fàghere pro dare fortza e presèntzia sotziale e territoriale a una limba che a sa nostra: una polìtica e pianificatzione linguìsticas coerente e profunda, chi arribbet a cada angrone de sa natzione nostra.”
    A me sembra che in questa frase ci siano un paio di parole in italiano!!!!

    Concordo con te che i termini sono tutti logudoresi e che certe parole noi le diciamo e scriviamo con parole diverse.

    Perchè non possiamo scrive onnia al posto di cada;a su mancu al posto di nessi e così dicendo.

    Queste parole sono “sinonimi” di una stessa lingua e ognuno dovrebbe potersi scegliere quella che conosce e riconosce meglio dal suo vissuto geografico.

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