Home » Uncategorized » Roberto nel paese delle meraviglie

Roberto nel paese delle meraviglie

cheshirecat2

 

Roberto, Roberto, svegliati che stai sognando… il gatto magico a strice non esiste… stai sognando…

Roberto Bolognesi è del parere che non esista gente, parlanti che scrivono in sardo. Non esiste gente che da sé ha iniziato a scrivere in sardo per il semplice piacere di esprimersi in sardo anche nello scritto.

Ovviamente, io insandus, non esisto… i miei amici Francesco Lai, Paolo Porcu, Maurizio Rocca, Massimo Madrigale, Ivo Murgia, Stevini Cherchi, Nanni Falconi, Andrea Maccis, Michele Atzori, Giovanna Dessì, Antonio Galistu, non esistono … non esistiamo … e potrei allungare la lista …

…e non esistono le persone iscritte nei vari gruppi su facebook: Scrieus in campidanese, Solu in sardu, Pro sa limba sarda, Bilinguismu oi, FILS e anche coloro che hanno optato per la LSC nel gruppo Limba Sarda Comuna in facebook. Fantasia popolare di Alexandra Porcu

Stiamo parlando di migliaia di persone che tutti i santi giorni scrivono in sardo in internet, nei forum, articoli, libri e commenti.

Chi sono queste persone? Sono persone che si sono messe a scrivere, cercandosi da soli le grammatiche, i dizionari, gli aiuti da amici.

Loro hanno fatto una strada lunga, dura, mettendoci un sacco di tempo ed energie… e cosa ne è uscito fuori?

Ciò che io chiamo una Lingua Comune, visto che quando si ritrovano, scrivono quasi tutti un sardo comprensibile anche per coloro che usano un altra grafia o un altro standard. Questa è la lingua sarda comune che pian piano si sta creando in maniera naturale perché poi mi becco a volte uno del sud che gli scappa: Limba e qualcuno del nord che scrive: no mi praxit.

La lingua scritta sarda, almeno in facebook, in questo momento sta aumentando, se ci pensiamo che 13 anni fa, nella lista -sa limba- eravamo molto meno… l’avanguardia di un movimento linguistico.

Un movimento che è cresciuto, grazie anche al blog di Bolognesu e anche grazie (e questo lo ammetto volentieri) alla pagina di Giuseppe Corongiu e Micheli Ladu: sotziulimbasarda. Grazie al lavoro di Amos Cardia, Perdu Perra, Oreste Pili, Blasco Ferrer e altri che ora non menziono…

Il movimento linguistico non sono solo Pepi, Diego e Company, anche se loro vorrebbero esserlo. Il movimento linguistico siamo tutti noi… tutti che negli ultimi 15 anni hanno organizzato conferenze, hanno scritto in sardo, hanno sensibilizzato altre persone per scrivere in sardo.

Ciò che volevo dire con i miei post precedenti era che potremo essere ancora più efficaci, se coinvolgessimo anche altre persone in maniera più vasta. Non solo facendo ogni uno il suo, ma creando una cosa che abbiamo tutti in comune… l’uso di certe regole che usiamo tutti noi per capirci anche nello scritto. Parlo delle famose regole che tanti ancora non conoscono e che non usano. Altrimenti non mi troverei a volte di dover leggere:

“Salude a totusu sos amigoso sadros de hustu gruppu” e roba simile.

Questo volevo dire. Allarghiamo il cerchio e lavoriamo insieme nel creare una lingua comuna che poi si unificherà da sola, grazie ai parlanti.

Cos’è che non va bene con la tua proposta, Roberto?

In un mondo perfetto, in un mondo delle meraviglie linguistiche, la tua proposta è perfetta. Unisce più o meno tutti i grafemi che nel nord e nel sud hanno importanza, con la possibilità di poter pronunciare le parlate locali.

Ma non siamo nel paese delle meraviglie e il gatto grosso a strisce non esiste.

Dovresti spiegare anche a tzia Maria di San Vito cos’è la forma sottostante e che la -i finale di “cani”, in realtà è una -e-. Dovresti spiegare ad Antonio di Bitti che deve scrivere: “Paxe” e che lo può pronunciare /pake/, dovresti spiegare a Sebastiano di Sanluri che sarebbe meglio scrivere “kelu”, invece di “celu” o “chelu”, usando un grafema a lui assolutamente sconosciuto.

Abbiamo tutto questo tempo? Abbiamo il tempo per ex-lessificare gente che è alfabetizzata in italiano?

Certo, magari funzionerebbe con i bambini, sono intelligenti… ma anche qui dovresti prima insegnare questo agli insegnanti dei quali la maggior parte scrive e conosce già uno standard scritto del sardo.

Faresti ancora più confusione di quella che hanno cercato di fare gli LSC’isti, che volevano insegnare la LSC a Vincenzo Panduccio o Cristiano Orrù. Insegnanti del sud che conoscono meglio il sardo di Pepe e Curry, togliendo a questi insegnanti il sale che hanno già dentro… il sale che gli ha spinti ad essere insegnanti che vogliono insegnare il sardo, ma una grafia che si avvicina alle loro parlate.

Perché questo? Il bambino non è staccato dai genitori o dai nonni… ciò che qualcuno chiama sempre la “scuola impropria”… ti immagini un bambino che torna a casa e fa i compiti in sardo, a Nuxis. Un bambino che poi chiede alla nonna, vicina di casa, zio o altra gente che il sardo di bidda ancora lo parla… presentandogli la GSC… sarà poi il bambino a spiegare alla nonna cos’è la “forma sottostante”?

Non sono strutturalista, non sono fonologa, forse non sono “linguista” nel tuo mondo… infatti, sono filologa con una conoscenza abbastanza buona in sociolinguistica, come si può vedere in post pecedenti.

Ma, questo non è importante, visto che ciò che scrivo è logico e ha a che vedere con il common sense …

I sogni di Alice sono bellini, ma infondo sono torri costruiti da cartine. Il vento se le porta via in un attimo…

Nel mondo che ci facciamo noi, un mondo di lingua sarda, spesso e volentieri da linguisti, intellettuali e funzionari, i parlanti non esistono.

Mentre esistono e esistono anche quelli che vogliono scrivere in sardo.

Non è un mondo di fantasia mio, intanto, la lingua scritta sarda comune (quella vera) esiste già… uno sguardo in internet lo prova.

Lavoriamo con ciò che abbiamo e non con ciò che singoli individui si sognano, prendendo esempi da destra e sinistra, dei baschi, per esempio…

Pepi ora è fissato con i baschi… ehmbehh… e se gli diciamo che nel Galles esistono anche due standard, che nelle isole ABC, il papiamento è composto da due standard… cosa cambia?

Nosu seus sardus e depeus fairi cumenti faint is sardus e non come fanno i baschi o Alice nel paese delle meraviglie.

 

Advertisements

6 thoughts on “Roberto nel paese delle meraviglie

  1. As fatu beni a ddu scriri ca mi parit s’ora de aberri su dibatu chena ofendi a nemus e circhendi de callai. Mi iat fai prexeri a ligi puru is parrimentus de is chi funt po sa LSC. 🙂

  2. la maggior parte dei sardoscriventi internauti più ch scrivere fa come i bambini che pur non avendo strumenti cerca di ‘incidere’ quanto pensa o sente con i mezzi che ha, insomma un po’ come disegnare ‘membri virili’ sui muri per rappresentare la mascolinità, senza criteri ne regole di alcun tipo. credo che non riuscirei mai a leggere dei testi in italiano o in alcuna altra lingua scritti in quel modo. l’anarchia grafica che ci sta distinguendo in questo tempo è frutto delle troppe ‘politiche’ linguistiche in agguato da tutte le parti, spuntano fuori anche da dietro i cessi. uno standard è necessario, che sia una LSC riveduta o che sia una GSC a me non importa, infatti non mi arriva alcun guadagno da tutto ciò visto che ogni mia attività riguardo la lingua sarda è gratuita e volontaria. in questo clima anarchico chicchessia vuol dire la sua anche su cose di cui non ha mai sentito parlare o che conosce appena, avere un coltello in casa non fa di te un assassino così come parlare la lingua sarda non fa di te un esperto linguista. io non sono linguista ne esperto di alcun che, sono un parlante che ha a cuore la lingua sarda e non importa se a casa mia fra mille anni non ci sarà una targa con su scritto ” partecipò con ardore alla rinascita della lingua sarda” in compenso a casa mia ci sarà probabilmente un mio/a discendente che ancorà la parlerà grazie alla mia dedizione nell’insegnarlo, dedizione, impegno e coraggio in questa società sopraffatta da un pessimo italiano, un orribile inglese e una totale ignoranza di altre milioni di lingue.

  3. credo che questo sia il commento più strano che abbia mai ricevuto… non ti posso rispondere niente… buono per te… bho

  4. Segundu mei teneis unus pagu de arrexionis totus.

    Est berus chi immoi funt in medas chi scriint in sardu in internet.
    Deu su primo jassu chi iat agatau fut ivo Murgia e Bolognesu.

    La lingua parlata, se non ci sarà una grossa inversione, tra una ventina d’anni sarà sempre meno parlata e capita dai giovani.

    No totus si ponit a studiai cumenti a tui o atrus chi dd’ ant fatu.

    Quindi dovremo lavorare affinché si riesca a codificare almeno una grafia comune per tutta l’isola.

    Poita sa pagina scrieus in campidanesu est una gruppo e no una pagina aberta a totus innui podit scrii totus?

  5. Ciao… andat beni… basta ca su standard siat prus a s’òru de su sardu de nosaterus.

    imoi est logudoresu feti, sa LSC, no mi praxit e pensu ca no praxit a is aterus sardus de su basciu…

    Scrieus in campidanesu est una trumixedda normali de Facebook, cumenti is ateras, nci podis intrai chi bolis… est aberta po totus.

    In facebook, su sardu de nosaterus est bastanti uniformau… casi totus is sardus de su basciu scriint in sa propria manera… prus o mancu cumenti scriu deu e in susu Massimu, Ivo… totus igualis 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...