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“Letteratura e civiltà di Sardegna”, Presentazione del libro di Francesco Casula

scrivere

 

Sono appena tornata dalla presentazione del libro di Francesco Casula a Cagliari.

Era abbastanza interessante, visto che certamente pubblicare una raccolta di testi che sono stati prodotti in Sardegna, lo possiamo giudicare una bella idea ed importante. Importante per la diffusione dei testi in sardo e dei testi scritti nelle altre lingue che si parlano in Sardegna.

Vorrei giusto commentare qualche cosa che non mi è piaciuta tanto, a parte la lunghezza della presentazione. Fare una conferenza su un tema intellettuale  e sulla letteratura che duri due 2 ore e 45 minuti è troppo. Se sono in cinque e se si deve anche leggere dei brani, magari si potrebbe mettere un limite di tempo. 10 minuti a persona sarebbero stati opportuni.

Pur troppo, facendo così, non c’è stato lo spazio per far intervenire il pubblico. Sentire domande, creare una situazione di scambio… visto che c’erano anche tanti giovani studenti. Gli studenti dovevano tornare alle 12.00 a scuola o all’università. I relatori hanno parlato fino quasi alle 12.00

Proprio per questo è doveroso da parte mia, precisare un attimo solo una cosa che mi ha dato fastidio.

Bachisio Bandinu e Giacomo Mameli si sono fermati più di una volta su un punto importante;

il tema: scrivere in sardo.

Bachisio Bandinu ha sottolineato che sia MOLTO difficile scrivere in sardo perché la gente non ha il rapporto con il sardo, lo sente distante e così via. Questo certamente non indica che non si potrebbe dire tutto in sardo, ma che sia MOLTO difficile scrivere in sardo.

Giacomo Mameli ha ripreso questo punto, dicendo che sia MOLTO difficile scrivere in sardo, visto che lui è di Perdasdefogu (se mi ricordo bene), ha problemi perché ovviamente il suo dialetto non si può scrivere bene.

Per scrivere e tradurre due pagini in sardo ci vuole “una cida” e po scriri in italianu sa propria cosa iant a essi sceti prus o mancu “binti minutus.” Perché uno si deve cercare le parole, chiedere i vicini di casa ecc… dice Mameli.

Insandus, ita bolit nai totu custu?

Ita ant a pensai imoi is 50 studentis ca fiant inguni, ascurtendi custu scilloriu. Deu mi pensu chi nemus, nimancu unu de cussus piciocus, at a pigai MAI una gramatica o unu fueddariu de sardu in is manus.

Imoi totus cussus piciocus pensant chi scriri in sardu no podit essi o chi siat dificili MEDA.

Insandus si ant a pensai…

“Po ita mi depu bociri po scriri una cosa in sardu in d-una cida, candu ddu potzu fai in binti minutus in italianu?”

Il messaggio creato oggi in quell’aula, non andava bene.

Deu imoi seu scriendi in sardu chentz’e problemas. Deu chi seu nascia e crescia afora no tengu perunu problema de scriri in sardu… poita apu pigau is scriduras in sardu chi esistint, is gramaticas, is propostas de standard… e a bellu a bellu ddu apu fatu.

No ddu sciu, poita nci est ancora custu pensamentu legiu inpitzus de su sardu scritu e poita sighint a ddu spainai.

Balorizant su sardu, faendi custus atobius… perou no si ndi abitzant de su dannu chi faint, narrendi cosa stollica.

Voglio dire… certamente la generazione precedente, alla quale appartiene anche mia madre, quella che io chiamo la generazione “bregungia”, ha questo problema…  di sentire lo stacco dal sardo, non accettarlo scritto ecc.

Ma non vale più tanto oggigiorno.

Grazie a Dio tante persone hanno fatto sì che il sardo abbia aumentato il suo valore e prestigio in generale; gli sportelli linguistici, i linguisti e amanti della lingua sarda, scrittori, case editrici e così via.

Credo che si stiano producendo molti testi in sardo e che ogni uno di noi ha la possibilità di trovarsi tutto che bisogna avere per scrivere in sardo.

Seu biendi donnia dii genti ca ponit is proprias poesias in Facebook, genti ca scrit in is trumixeddas de Facebook, atobius, chistionendi de donnia cosa. No mi creu ca siat diaici dificili scriri in sardu po is generazionis noas. Nci funt meda genti chi fait musica rap, musica pop, ligiduras dub, teatru  in sardu e atera cosa puru.

La mia proposta è di far presente ai ragazzi giovani in queste conferenze che abbiamo un sacco di possibilità per scrivere in sardo, incoraggiarli di farlo, spingerli a farlo, visto che affatto è MOLTO facile scrivere in sardo.

Molto più facile di scrivere in francese, inglese o tedesco. Scrivere romanzi, poesie e roba scientifica è difficile in tutte le lingue, per ciò non vedo dove uno che conosce il sardo e che sa scrivere, non lo dovrebbe fare.

-Teneus is ainas po scriri in sardu e depeus tenni sa voluntadi de ddu fairi-

per il resto, complimenti a Francesco Casula.

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2 thoughts on ““Letteratura e civiltà di Sardegna”, Presentazione del libro di Francesco Casula

  1. Pingback: via maxima - è difficile scrivere in sardo se...

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