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Mal di Sardegna

Sono figlia di emigrati. Mia madre se n’è andata dalla Sardegna nel 1976, aveva 18 anni. Mio padre è tedesco. Ho preso il cognome di mia madre per motivi burocratici. Mio padre era un fuggito della DDR.

Scendo in Sardegna da quando sono nata. Ogni anno mi mandavano lì e tornavo a Berlino come se fossi stata in una vacanza, come altre persone. Poi dopo, sono venuta come intellettuale, come linguista come filologa per fare ricerche nelle biblioteche, per parlare con la gente, per motivi di Circolo, come persona che fa progetti, come turista, come rappresentante di emigrati.

Questa volta era diverso. Ero lì come Alexandra persona. Senza scienza, senza amici da portare in giro, senza Circolo, senza occhio turistico, neanche per vedere parenti. Io… sceti deu… po fai is cosas ca mi praxint.

Ho vissuto gli ultimi 35 anni a Berlino. Ho fatto qualche mese a Roma, in Messico, in Scozia per l’università e adoro le esperienze fatte. Non ho mai vissuto in Sardegna.

È stata la prima volta che ho sentito un dolore profondo nel lasciarvi, la prima volta che ho pianto in aereo, la prima volta che ho sentito il Mal di Sardegna.

Certamente quando arrivi le prime impressioni sono forse uguali per tutti.

… il profumo quando scendi dall’aereo, il calore che ti abbraccia, la prima chiacchierata che fai con il barista quando prendi un veloce caffè, il primo sorriso della persona cara che viene a prenderti all’ aereoporto.

Questo l’ho sempre apprezzato quando arrivavo.

Ma il Mal di Sardegna non è ciò che provi quando arrivi, il ricordo al primo giorno arrivato, il giorno che ripassa alla tua mente quando riparti.

Era questo il sentimento per anni. Il Mal di Sardegna è quello che ti ubriaca mentre sei lì, ciò che ti fa sentire viva… quando torni è l’impressione che il tuo cuore e la tua anima siano rimasti lì, mentre tu fisicamente sei altrove.

Non è romantico. Non è la malinconia nei romanzi della Deledda, non sono le montagne, non è il mare, non è il vento, non sono i fiori, non è il vino.

Sono le persone. Sono le cose che voi create dal nulla, con passione. Siete voi che date dignità alla vostra terra, che lottate per un isola migliore, siete voi che mantenete il contatto tra voi, e vedete anche i sardi fuori che mantengono sempre questo collegamento, questo odio-amore che abbiamo dentro. Non è perfetta…

Perou est domu, est si arregodai de is mannus, est terra de mamai e babu.

Abbiamo poco, siamo poveri, ma ci siamo … con tutti i nostri vaolri e con tutti i nostri difetti… siamo… e siamo noi.

Il mio Mal di Sardegna nasce dal fatto di sapere che tu sei lì. TU… e io sono qui, lontana dalla lotta, lontana dalla passione, lontana dal creare, lontana dalla comunità, lontana da questi determinati pregi e difetti, lontana da te.1476030_10152797883986988_332060838_n

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8 thoughts on “Mal di Sardegna

  1. Misteriu
    Cand’a mie matessi eo domando
    paret chi solu a musca tzega joghe,
    paret ch’intenda néndemi una oghe:
    “Deo ti nd’apo atìdu e ti che mando”.
    Li naro: “Si ses tue, prite tando
    no ti presentas, po chi t’interroghe?
    Ischire dia cherrer a inoghe
    da inue so énnidu e ue ando”.
    Si finas s’esser meu m’est ignotu
    po chi deo cun megus note e die
    cunviva, si mi nán: “Tue ses chie?”,
    poto risponder: “No mi so connotu”.
    Naran chi tzeltos connoschen a totu
    e deo no connosco mancu a mie

  2. “… il profumo quando scendi dall’aereo, il calore che ti abbraccia, la prima chiacchierata che fai con il barista quando prendi un veloce caffè, il primo sorriso della persona cara che viene a prenderti all’ aereoporto.”

    E commenti chi ti cumprendu, Alexandra (nareus “empathia”! Seu dus annus chi no andu in ferias po motivus professionalis, m’iat giai abastai su fragu (legiu) de su Mamarranca po m’intendi beni! Saludi e trigu.

  3. Sono messicano e scrivo dal Messico ma devo dire Che sono interamente d’ accordo con te Alexandra. Ho conosciuto Cagliari e Villacidro e mi viene il mal di Sardegna ogni volta Che ricordo le persone che gentilmente mi han no ospitato. È stata una sola volta ma non la dimenticheró mai.

  4. cara Alexandra, nel leggere il tuo articolo mi sono commossa perchè è esattamente quello che provo anch’io da tutta una vita. Ho 26 anni, nata e cresciuta a Milano. I miei genitori sono entrambi sardi e si sono conosciuti qui in continente negli anni 70. Ogni volta che metto piede in Sardegna mi assale quel magnetismo delle radici che poi si trasforma alla partenza in questo mal di Sardegna, aspro e profondo che solo se lo provi lo puoi realmente capire.
    Ti ringrazio per averlo messo nero su bianco, non avrei potuto farlo meglio!
    un abbraccio
    Veronica

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