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Critica all’intervento di Mura

Come al solito, ci ritroviamo di fronte ad una domanda da parte di Roberto Bolognesi.

Oggi, nel suo blog, ha fatto la domanda, basata su un altra domanda, fatta da Giugu Ledda prima.

“Un solo appunto a questa ottima proposta: perché viene usata la definizione del sardo come “sistema linguistico” e non lingua?”

Allora. Il problema di Riccardo Mura è che a quanto pare non sa, cosa significa “lingua storica” nella terminologia sociolinguistica della Romanistica degli ultimi, diaciamo 50 anni, e in più lo confonde con il concetto di “dialetti primari”, ovviamente perché non ha mai letto i testi di uno dei più grandi Romanisti Eugenio Coseriu.

Bene. I “dialetti primari” sono i dialetti a base latino-volgare, cioè quelli che sono nati direttamente nella dinamica del tempo dal latino. Tutti i “sistemi linguistici” da Mura elencati sono “dialetti primari”. Ogni dialetto in Italia, Spagna, Francia ecc. con la base latina è un “dialetto primario”, per esempio lo è il calabrese, il piemontese, il navarro-aragones, l’asturiano, il campidanese e il sassarese.

Alcuni di questi “dialetti primari” sono poi diventati “lingue storiche”.

“Dialetti e lingue d i v e n t a n o storiche ed è per questo motivo che in alcuni casi è molto difficile rispondere alla domanda ‘lingua o dialetto?‘, siccome in alcuni casi il processo non è ancora finito e non è ancora arrivato alla sua destinazione […].” (Coseriu: 1980: 108).

Per capire meglio tutto questo, si dovrebbe fare un analisi testuale e leggere roba che hanno scritto linguisti, così come l’ho fatta io per esempio nell’articolo:

“Perché il sardo è una lingua”.

Uno prima di occuparsi di sociolinguistica solo la domenica di pomeriggio, dovrebbe capire la differenza tra questi termini, non solo usati da Coseriu, che tra l’altro ha introdotto anche altri termini linguistici nella Romanistica, ma anche termini relazionati a tutta una scuola di pensiero.

Entrandone ancora un pochino di più, dovremo ammettere nolens volens che il “sardo-corso” e il “ligure” fanno parte della “lingua storica” italiana e anche del “sistema linguistico” italiano e non di quello sardo. Questo è così per definitionem.

Mura, butta tutto in una grande pentola e fa finta che tutto ciò che si parla in Sardegna fosse uguale e che abbia pari prestigio, quando non è così. In questo momento, il sardo non ha lo stesso prestigio dell’italiano, ma il tabarchino, non ha neanche lo stesso “prestigio” del sardo perché non è una “lingua storica”, il sardo invece lo è.

Detto questo, non sto parlando di “valori” personalmente, per me il sardo non ha più “valore” di altre lingue o dialetti, ma perdersi in discussioni politiche di linguistica, ignorando la linguistica e la sua terminologia, mi sembra molto pericoloso.

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