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Risposta ad Adriano Bomboi 2

Granchio

Adriano Bomboi mi ha risposto nel mio facebook… poteva farlo anche qui, ma non l’ha fatto. Io comunque continuo a rispondere qui per avere maggior visibilità e per la gente che sta seguendo questa discussione.

Lui mi ha scritto:

“Ho letto. Non discuto di linguistica perché non sono un linguista, mi interesso al profilo politico del problema, ed osservando da esterno in modo “laico” non posso non osservare la polarizzazione delle posizioni, fra chi sostiene in toto la LSC e fra chi la avversa. Poi c’è la terra di mezzo, che dovrebbe essere il terreno della discussione, tu affermi che non è stato sufficiente, e anche questo naturalmente sarebbe un problema politico più che di linguistica ed è l’invito che si svolge al termine dell’articolo alle parti in causa. Ma l’articolo nasce da un timore molto preciso e tutto politico: ma non è che ci sono ambienti che proprio con la scusa della discussione intendono colpire la standardizzazione in sè?”

Caro Adriano.

Ma secondo te, chi sono queste persone che stanno cercando di “colpire la standardizzazione in sè, mandando avanti la discussione?”

Secondo me, ci sei un po’ cascato nel solito discorso dei “nemici della lingua sarda”. Chi chiama a chi così? Chi sarebbero questi nemici della lingua sarda?

La standardizzazione dovrebbe essere solo ed esclusivamente una cosa linguistica e sociale o culturale. La politica cosa c’entra? C’entra solo quando un politico l’abusa per farsi auto-pubblicità e/o per i propri vantaggi.

Le persone che sono contro la LSC non sono politici. I LSC’isti vogliono far credere questo a tutti. Anche Bolognesi in un post recente si è chiesto quale sarebbe lo scopo politico di coloro “chi bolint partziri su sardu”? Ma  nimancu Bolognesu ddu at intesu…NON esiste uno scopo politico, ne da parte mia e neanche da parte delle persone che sono contro la LSC.

La “Qestione della lingua sarda” iniziò già tantissimi anni fa, forse fu Antonio Gramsci a dargli questo nome. Comunque, secondo me ha raggiunto il suo punto massimo negli ultimi anni.

Vediamo le proposte di standard.

1. La LSU. Chi ha convocato la commissione e perché? Benedetto Ballero ha scelto la commissione e poi è stato sostituito da Pasquale Onida. Entrambi laureati in giurisprudenza, ma politici. Avranno avuto certo un grandissimo interesse nella lingua sarda… no, hanno avuto un interesse politico.

2. La reazione a questa era una forte resistenza. Perché? Perché la LSU era una presa in giro. Si è preso un “logudorese illustre” e si voleva spacciare per “il sardo di tutti”. Reazioni: La grammatica di Lepori (mi sa che è uscita prima, ma comunque i sardi meridionali hanno iniziato ad usarla). Solinas, Giulio (2001): Questione del <<sardo illustre>> e difesa del campidanese, Quartu Sant Elena: Edizioni Press Color. E poi la Limba de Mesania. Perché? Tutti avversari che cercavano di evitare la standardizzazione? Politici queste persone? NO, intellettuali e linguisti, filologi, psicologi ecc…

3. La LSC. Chi ha convocato la commissione e perché? Renato Soru. Economista e politico. Approvata da lui e Fulvio Dettori (all’ultimo proprio: no comment!).

4. Reazioni alla LSC? La maggior parte della commissione si è distanziata dalla norma. La metà non la sostiene più. Angioni, Brigaglia ecc. Intellettuali, non politici.  Linguisti si sono espressi al contrario (Pittau, Ferrer, Calaresu, Lörinzci ecc.) Anche Bolognesi la vorrebbe modificata e l’ha scritto più di una volta nel suo blog. Lui usa contemporaneamente 3 grafie nel suo blog. La LSC, la sua norma GSC (grafia sarda Comuna) e a volte, quando li gira, scrive in un campidanese di Iglesias… e poi va in giro a parlare di chi vuole “partziri su sardu?”, issu imperat giai 3 normas e tenit unu problema cun sa genti ca ndi bolit duus…? bene cavoli suoi. E poi ci è stata la proposta delle “Ainas po su sardu” di Cherchi, Murgia, Perra ecc. Po ita? perché anche la LSC, come la LSU è una presa in giro… ancora peggio, almeno la LSU era “logudorese”, la LSC è LSU + ddu/dda e is e lessico aperto (ma intanto ti dicono lo stesso che “abba” sia più bello di “acua” e “limba” sia più “rappresentativo” di “lingua”).

Insandus, ita bolit nai? Ca sa genti de puntu cuatru tenit unu interessu politicu de bogai sa standardisadura?

No. Gli unci che hanno sempre avuto un interesse politico, sono coloro che hanno incendiato le proposte ufficiali della Regione, i politic! e non coloro che hanno fatto la resistenza, che hanno mandato avanti la discussione. Secondo te, io posso avere un interesse politico? No, io ho un interesse culturale e socio-linguistico, così come le altre persone che si esprimono contro la LSC.

Se vuoi cercare gli interessi politici ed economici, cercali a coloro che sostengono la LSC. E guardateli bene i direttori de is uffitzius, e guardati bene coloro che hanno una casa editrice… o quelli che semplicemente potrebbero andare in giro a farsi pagare i seminari per diffondere la LSC, scrittori, traduttori…e anche i partiti politici indipendentisti… dimmi tu, U.R.N. Sardinnya e deciditi presto se vuoi essere come loro e fare pseudo politica linguistica… o se vuoi veramente che la lingua sarda sopravviva?

Su nimigu de sa lingua sarda funt issus e no nosaterus.

Tenidi a contu e inghitza a scriri in sardu puru tui… poita chistionai de sardu in italianu est legiu, no mi praxit e no depit essi diaci.

S’emancipatzioni de s’Italia no podit essi sena sa lingua sarda, sena sa lingua de su pobulu. Sa lingua est s’ispeju de s’anima e de is pensamentus de su sanguini nosu. E cussa lingua no podit essi sa LSC ca est unu dialetu de s’italianu! Sa colonisatzioni incumintzat in is concas de sa genti.

E la cosa che mi fa ridere più di tutte è che i cosidetti “nemici della lingua sarda” (cioè della LSC) di solito scrivono e parlano meglio il sardo degli LSC isti… non ti sembra assurdo?

Grazie della chiacchierata.

Ps.  non so se hai visto la notizia nel mio facebook: http://www.facebook.com/notes/alexandra-porcu/il-fascismo-del-gruppo-facebook-comitadu-pro-sa-limba-sarda/10152048381141988

“Terreno di discussione”, Adriano? Vuoi invitare a qualcuno a discutere… Mi piace la tua intenzione, ma non lo devi dire alle persone che cercano la discussione. Loro chiamano la lingua della “natzione sarda” il sardo che scrive questa persona, Mario Carboni, al vostro amico che a volte scrive articoli per voi. Logudorese Sardo Comune, Limba Sarda Corraine. Secondo te? Dobbiamo essere zitti, citius? poita seus a s’imbressi de sa “limba de sa natzione”, ma…chini est cussa genti? ita cauli cherrint?

Persone come Amos Cardia, Ivo Mugia, Mauro Podda e così via… e tanti altri sardi in Sardegna e all’estero, sardi meridionali che scrivono benissimo in sardo, devono diventare dislessici perché lo dicono Corraine, Corrongiu e company? Perché a loro piacerebbe mettere nelle scuole e da per tutto la LSC?!

Sai cosa succede insegnando la LSC ad un bambino ad Escalaplano o a Nuxis? Gli si toglie la “scuola impropria” (termine di Bolognesu). Il contatto con i nonni, zii e vicini… un danno psicologico, una sradicazione.

Pensaci bene sulle cose che ti scrivo… io sto seguendo ogni giorno le persone e la “Questione della lingua sarda”, da ormai 12 anni. E lo faccio da fuori, senza nessun interesse politico o economico.

Alexandra.

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2 thoughts on “Risposta ad Adriano Bomboi 2

  1. Ho visto ora la replica. Faccio fatica ad immaginare che in Sardegna “intellettuali” e linguisti non c’entrino nulla con la politica. Ripeto, in Sardegna. Ma, al di là di questo, come dicevo, io osservo da una prospettiva politica, ed è l’intendimento seguito dal nostro gruppo, che con la competenza necessaria avrebbe usato la LSC (in attesa di eventuali miglioramenti dettati dalla politica linguistica regionale, vostri o di terzi). Vorrei però sottolineare un aspetto: Ma secondo te, quando si lavora ad uno standard, chi lo porta avanti nel tessuto sociale? Quali organismi pubblici e privati? E’ chiaro che ci deve essere una struttura nel territorio costituita da editori e da una rete di sostenitori competenti attorno a quello standard. Anzi oserei dire che in questo contesto gli interessi di cui parli sono alquanto pochi e andrebbero incrementati. Può darsi che quello che vedi come un limite, al contrario, da una prospettiva politica potrebbe invece essere un vantaggio nei termini della difesa della lingua Sarda. Poi ripeto ancora, tutto è migliorabile e bisognerebbe aumentare la discussione al riguardo. Ma una politica linguistica (e di standardizzazione) può esistere solo se esistono degli intermediari che fungano da “applicatori sociali” del lavoro fra la politica e gli utenti finali, che sono i cittadini. E questo sin’ora, nel bene e nel male, si è concretizzato (forse non sufficientemente) solo con la LSC. Quanti e quali organismi pubblici e privati fin’ora hanno una alternativa a quanto fin’ora prodotto? Non credi che guardando in bocca a caval donato si rischi di perdere anche quello?

    • ti avevo già risposto su facebook… lo metto qui un altra volta. ho modificato il blog. ora dovrebbe funzionare a mettere i post:

      se dico casa editrice, non parlo per esempio della condaghes che pubblica in ogni variante del sardo… non ti sembra strano che ci sia una persone che ha una casa editrice e che è stata pure nella commissione… ajò… se un pochino naiv sul tema… certamente ci sono gli uffici per la lingua sarda, certamente sono loro che se ne devono occuppare, ma non con quella norma, la LSC… basta. se non l’hai capito, rileggi tutto quello che ho scritto… la LSC ha potuto “concrettizzare” queste cose perché ci sono soldi dietro e persone che hanno interessi personali… questo ti volevo dire… ciò che si è fatto con la LSC si avrebbe potuto fare con qualsiasi altra norma. e come ho già detto… preferisco perdere il cavallo donato… sai, cosa si fa con i cavalli che zoppiccano… si uccidono, anche se sono regalati.

      insandus… ita deupeus fai? chistionai in sardu e scriri in sardu! deu apu giai incumintzau dexi annus a oi e no seu nimancu innia e no apu mai bivu in Sardinnia…

      po ita ddu apu fatu? poita donnia unu depit inghitzai de sei, de fai carchi cosixedda de sei… su natzionalismu sardu sena sa lingua sarda no portat a setiu. candu ses colonizadu in conca tua, issus ant giai bintu sa batalla…

      depeus torrai a is arrexinis nosas… innui funt cussas? in is pensamentus nosus, in is traditzionis e in sa lingua cosa nosa.

      no seu chistionendi de folkglore o de unu mundu antigu, seu chsitionendi de cumenti deu e ateras personis bidint sa terra sarda… ti bolis emancipai de de s’italia? de sa economia italiana? de sa politica italiana? de sa curtura italiana?

      cumenti ddu bolis fai candu issus ti ndi ant giai pigau sa libertadi de pensai in lingua tua? Cussu bolia nai deu…

      in is circulus sardus in su mundu e in meda logus de sa sardinnia podis fai una allega cun sardus chi diaderus su sardu ddu conoscint e ddu chstionant e ca no funt nen linguistas all’amatriciana e nimancu indipendentistas all’amatriciana…(giusto per citare il mio fonologo preferito).

      sardus emancipaus funt sceti.
      Tenidi a contu.

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