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Letteratura Sarda (2010)

Interventu de Alexandra Porcu

Ad Agosto, 2008, ho presentato nel museo etnologico di Berlino, in collaborazione con il Circolo sardo di Berlino e.V. a Maria Giacobbe e a Giorgio Todde. Nell’introduzione ho fatto un breve intervento su ciò che chiamiamo “La letteratura sarda”. Mi sembra strano leggere più di due anni e mezzo dopo questo che ora è diventato un tema da discutere. Già nel 2005 ho scritto una tesina in un corso nella nostra università di Potsdam sulla lingua di Grazia Deledda: “Grazia e il Deleddantismo”. Ho scritto sulle interferenze tra il sardo e l’italiano, le tradizioni del discorso, italiano popolare/ regionale/ porcellino o come volete chiamare questo fenomeno…e come ha già menzionato Bolognesi, su questo tema esiste tantissima letteratura di filologi e linguisti. Con “Deleddantismo” intendo una certa maniera di scrivere, infatti scrivere come la Deledda. Non è tanto chiaro se lei scriveva così (come dice lei stessa in una lettera allo Scano: “Io non riuscirò mai ad avere il dono della buona lingua, ed è vano ogni sforzo della mia volontà. Scriverò sempre male, lo sento, perché l’abitudine di scrivere cosi come viene è radicata nella mia povera penna“) perché non era capace di scrivere meglio o perché era proprio il suo stile per fortificare la “sardità” nella lingua scritta come fanno alcuni scrittori sardi oggigiorno. Certamente la mia tesina era un omaggio alla Deledda e per niente polemico.

In certi casi non mi piace la polemica e non mi piace assolutamente come viene discusso questo tema scientifico senza scienza (e scusate ora questa polemica). Se ci vogliamo veramente chiedere cos’è la “letteratura sarda” non serve a niente aggredire a Corraine o Bolognesi o altre persone che hanno a che fare con la lingua o che sono addirittura linguisti, diventa un discorso molto infantile che non serve a niente. Allora, dov’è il problema? Già da bravi studenti di letteratura nel primo semestre abbiamo imparato (noi in Germania) che non si può neanche definire bene cos’è la “letteratura” in sé. Un diario può essere letteratura o meno, una biografia può essere letteratura o meno ecc. Sì, Michela Murgia è una scrittrice sarda che tratta temi sardi. Nessuno le vuole togliere questo, ma se parliamo di “letteratura sarda”, non sono d’accordo.

Dobbiamo aggiungere assolutamente la lingua. Si potrebbe dire che è “letteratura sarda scritta in lingua italiana” o vice versa come l’ha fatto Tola “la letteratura in lingua sarda” così va bene. Il criterio della lingua è importantissimo e pur troppo, L’italiano Regionale di Sardegna è un “dialetto terziario” come direbbe Coseriu e la maggior parte di questo linguaggio è italiano, anzi è un dialetto italiano, non sardo. Vuol dire anche se diciamo che c’è una “base sarda”, un mandare avanti delle “tradizioni del discorso” (come lo feci la Deledda con frasi come: Contenta sei, di vedermi (l’inversione nelle domande) o …ubbriaca, ubbriaca (per il superlativo) etc. rimane ITALIANO.

Riporto un attimo gli argomenti più importanti in questa discussione:

1. La provenienza: È veramente così importante? Allora la maggior parte degli scrittori americani non hanno fatto “letteratura americana”… e riporto l’esempio già citato da altri, Joseph Conrad era polacco, ma ha fatto “letteratura inglese”, perché? Perché scriveva in inglese

2. La tematica: se è importante di scrivere sulla Sardegna, allora anche “The sea and Sardinia” di DH Lawrence è “letteratura sarda”, no! È “letteratura inglese” perché? Perché scriveva in inglese. Si sta dicendo che “letteratura sarda” è quella scritta da sardi sulla Sardegna. E allora se un piemontese che va a vivere in Sardegna e impara la lingua sarda e scrive in lingua sarda sulla Sardegna non è “letteratura sarda”? Invece lo sarebbe!

3. La lingua: Alla fine poi, dove si distingue veramente un romanzo di un sardo, sulla Sardegna, in lingua sarda dagli scrittori sardi che trattano temi sardi in lingua italiana… il nome sarebbe per entrambi “letteratura sarda”? Per due cose diverse? Siamo veramente sicuri che sia giusto? Sarebbe come dire che il mio diario personale è “letteratura” come il Diario di Anne Frank.

Fonte: (http://bolognesu.wordpress.com/2010/12/03/in-attesa-di-uno-studio-serio-e-non-ideologico/)

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