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Il Muppet Show della lingua sarda (2011)

b5fe9afc39_3053611_medho letto tante cose, tante polemiche negli ultimi mesi, anni e visto che ogniuno dice la sua, credo che sia arrivato il tempo per dire anche la mia (pur troppo non cela faccio in sardo- già in italiano è uno sforzo, ma visto che i commenti su facebook non esprimono quello che penso veramente- sembro di essere sempre ambigua con i miei commenti).

voglio sottolineare che provo il massimo rispetto per ogni persona che menziono in questa nota, per il lavoro svolto e per l’amore e la passione che ci mettono da tanti anni (e mi scuso per le persone non menzionate), anche se lo chiamo Muppet-Show e se sono abbastanza sarcastica, ma certamente serve per attirare attenzione e anche per vedere un attimo le cose con distanza, visto che per un motivo o l’altro, faccio parte della Muppet Show e non sono meglio degli altri.

da brava tedesca, cerco di non prendere parte per nessuno, e da brava “hobby-linguista” cerco di documentare gli svilluppi che riguardano la lingua sarda e non di “creare” la lingua sarda.  certamente non essendo in sardegna e non conoscendo tutti i dettagli, questo può essere solo una descrizione della mia impressione, per chi fosse interessato, ovvimente. certamente, da brava donna, non sono priva di pregiudizi e ironia per gli uomini che fanno parte di questa Muppet Show e da brava persona non potrò nascondere le critiche che certamente voglio fare, altrimenti non servirebbe a niente scriverlo!

ecco…   

 

Alla LSC,

La prima cosa da sottolineare, mi da un pò fastidio che sta nascendo il mito che: uno che è contro la LSC venga automaticamente dichiarato “nemico della lingua sarda”. Questo è un vizio, dei “Babbos della LSC”. Infatti, non è così.  Io, personalmente sostengo l’idea della LSC, così com’era prevvista, ma non come è stata realizzata. Non dico che sia una “lingua di plastica”, per carità, se Roberto Bolognesi ha dimostrato che è vicinissima al dialetto di Abbasanta… amarrolla! quanti chilometri dista da Noragogume? visto che la LSU era vicina a quel dialetto… come l’aveva dimostrato Michele Contini…

Almeno la “Limba de Mesania” geograficamente si trovava più vicino al “Campidanese”, scusate … no, neanch’io vi posso dire dove si trova la “lacana” tra campidanese e logudorese, ma comunque vi posso dire che non ce l’avete fatta a inserire la cavolo di -x- in dieci anni. Magari il prossimo standard si dovrebbe trovare a 10% a distanza del dialetto di Nuxis e così potremo essere tutti sicuri che lì si usa la scescia… visto che “lacana” non esiste, il sardo standard potrebbe essere a distanza di qualsiasi dialetto o no? Infatti, parlandone con un’altra persona, ho scoperto che lui ha ragione dicendo che, se si parla di Limba di Mesania, uno si può chiedere perché non è stata scelta la Mesania di Laconi- o una Mesania “campidanese?” è vero che la LSC è solo una versione nuova della LSU, chi non ammette questo è, come direbbe Gavino Sale: “Lontano dalla realtà!”  

No, non sono “nemica della lingua sarda”, ma sono nemica di togliere a una grande parte di parlanti un grafema con il quale si identifica. Io, non sarei mai così fuori come Mario Pudhu, “Aleksandra” magari… fa parte della mia identità- quello è il mio nome…so che nomi propri non si devono cambiare… ma si rischia che diventino un relitto come il plurale “children” in inglese… e non è giusto perché questo grafema rispecchia un suono bellissimo. No, i campidanesi non li avete convinti e neanche gli intellettuali, come scriveva Michele Podda l’altra volta in un articolo che mi è piaciuto abbastanza… e come ho detto anche in una discussione con Sarvadore Serra che non mi piace che un piccolo gruppo poi potrà dire cosa è sardo e cosa no! che mi stava tirando fuori le cose più assurde sulla semantica e l’etimologia… mi sembra un pò una mafietta… (e non parliamo del fatto che la LSC è solo stata firmata da Soru e un altro tizio)… infatti anche una volta ci stavo discutendo con Diego Corraine… che aveva postato che si dovrebbe dire: “Repùblica” (a parte del fatto che non so veramente a cosa servono gli accenti in sardo … ma sembra di essere l’unica cosa sulla quale siete tutti d’accordo 🙂 Perché “Repùblica”? per motivi dell’etimologia? e allora? dobbiamo anche cambiare: craru in claru? crae in clae? L’ha deciso lui? bho?!

noi qui in Germania abbiamo combattuto quando ci volevano togliere la nostra -ß- e sostituirla con una -ss- “lah, che è la stessa cosa”… no! è un altro suono! allora perché non scriviamo luxe e paxe e i “logudoresi” e “nuoresi” pronunciano “luge” o “luke”, visto che è così facile! Dai, Diego… provaci… visto che anche i Campidanesi devo inghiottire un sacco di cose! e potreste anche dimenticare tutte quelle doppie inutili, la regola di Lepori sembrava di essere perfetta “Solo le consonanti di “Lana Sarda”(riportati anche nelle “Ainas po su sardu”…) si devono raddoppiare… e certamente nel caso di “aba” e “abba” ed altri casi che non conosco non funziona, ma ci saranno eccezioni… Sì, il sardo potrebbe addirittura avere delle eccezioni, come tutte le altre lingue.

Certo, adesso i campidanesi diranno… ma non è solo la scescia…sono tante cose… lo so, ma magari per ogni cosa, dove i “campidanesi” ci tengono si potrebbe trovare una soluzione e per le cose dove ci tengono i “logudoresi” si deve trovare una soluzione! ajo! (ovviamente non in 21 sedute- e il cosidetto effetto “a tavolino”). la -x- però, potrebbe essere un inizio… visto che è anche vero che in certe zone del Campidano come a Villagrande tante parole terminano in -e- e non in -i- … i campidanesi potrebbero rinunciare alla loro i finale nella scrittura… e addottare un nuovo verbo come faxer invece di fai (lo so è molto brutto, ma con un pò di volontà)… i greci scrivono “Helena” e lo pronunciano /eleni/…

 

A le Ainas  

 

Adesso direte che sono una sostenitrice delle “Ainas po su sardu”, no! non lo sono, mi dispiace per Ivo Murgia e Istevini Cherchi e gli altri che hanno fatto questo lavoro, del quale non credo che voglia “dividere i sardi”, e tutte quelle stronzate che gli dite a vicenda… è semplicemente una forma per esprimere il dispregio a quel “sardo porcellino” (del quale io da straniera lo riconosco come tale- immaginate i sardi) che chiamate “lingua amministrativa”… quello è così sardo come i libri di Michela Murgia e Marcello Fois.

Per ciò si può capire che alcuni intellettuali sardi del sud siano arrivati alla conclusione di due norme di una lingua. Non sono convinta perché sono di natura arrogante e vivo in una città che ha quasi il tripplo della popolazione di tutta la Sardegna (e se parliamo del sardo, non parliamo di tutti i sardi). Vivo in un paese, dove non capisco quelli del sud a volte, ci dobbiamo sforzare. ho un carissimo amico di Stoccarda e un altro di Colonia, a volte ci dobbiamo scrivere cosa intendiamo. Una volta stavamo parlando di questo:

/ʃgre’vle/ per dire in tedesco standard: “Das Gräblein” (piccola fossa)- loro a Stoccarda: “Das Gräbele”, che tra l’altro nel dialetto di colonia sarebbe “Das Grübchen” perché usano altri sufissi per indicare diminutivi e poi la pronuncia di questo nel dialetto di colonia sarebbe più o meno: /it’jrøbjen/, noi a Berlino sufissi ne usiamo pochi e diremo una cosa come /de’klene’grabn/  “Ein kleiner Graben”.  È solo un esempio di tantissimi. Per ciò…mi fa un pò ridere… e questo dimostra anche che avendo uno standard, uno standard non “ammazza” i dialetti che si parlano perché i nostri dialetti in germania, soprattutto nel sud della Germania sono più che vivi!.

Già lo so, mi direte che avevamo un altra storia, come l’Italia dove la letteratura è la base, come la Spagna dove c’era il centro di Madrid e non so neanche per quale motivo in Germania lo standard è il dialetto di Hannover, ma comunque… se per motivi storici e di sostrato ed altre cose si sono fatti avanti in Sardegna vari “macrodialetti”, non è detto che non può nascere una sola norma della lingua sarda. so che l’intenzione delle “Ainas” è di arrivare a una  unificazione (e tengo molto in merito questo pensiero e anche il pensiero democratico, avendo pensato anche ai “logudoresi”)  ma pur troppo, secondo me, costerebbe tempo che la Sardegna non ha a disposizione. Anch’io pensavo fino a qualche settimana fa che ci vuole prima una “lingua comune” (nel vero senso della parola- non LSC)… ma temo troppo che il tempo non basterà.

Tra l’altro, pur troppo, avendo imparato l’inglese e lo spagnolo da vari insegnanti e docenti che usavano varie norme (che in inglese pur troppo inganna la parola perché in inglese norma= standard), cioè Canadian Standard English, American Standard English, British Standard English e così via… ho ancora dopo 23 anni di inglese problemi con: -o-/ -ou- e -s-/ -z- e altre cose… In spagnolo la stessa cosa con i pronomi e forme come la iberica: “fuera” e la latino-americana “fuese” e così via… (certo magari sono io troppo tonta per memorizzare queste cose e mi dovrei decidere quale voglio applicare… e gli stranieri non contano) ma in questi casi stiamo però almeno parlando di paesi che hanno distanze geografiche allucinanti…la sardegna è piccola! almeno gli americani, gli australiani etc.  sanno cosa scrivere… direte: anche noi lo sapremo se nel sud s’impara a scuola di scrivere in una certa maniera, uno non si confonde. lo metto in dubbio.

ma non dimentichiamo che c’è anche la lingua italiana di mezzo… credo che sarà già un problema a far capire che il sardo va scritto in maniera diversa dell’italiano… prima va preso quell’ostacolo… e la gente sarà automaticamente confrontata con due norme… e se un bambino cambia la scuola? cosa fa? deve cambiare anche la norma? già si sentirà da solo, lonatano dagli amici e dall’ambiente abituato, e poi, avrà anche un problema in più… (scusate che lo vedo con gli occhi di una donna).

e poi cosa si fa con i media? Se poi un giornale di Cagliari scrive in campidanese, certamente si legge anche altrove e vice versa… potrebbe causare più casini di aiutare e confondere la gente, o no? (un bel esmpio è quello del Papiamentu visto che loro hanno 58 giornali che escono con due norme/ il giornale “La Prensa” di Aruba usa anche la propria norma per la parte locale di Bonaire…che crea più problemi che altro, visto che loro hanno un altra norma, ma è tra i giornali più letti in Bonaire).

 

Un altra cosa che mi stupisce è che si parli sempre solo del campidanese e logudorese. stranamente, all’aereoporto di Cagliari l’atra volta ho trovato tre dizionaretti: campidanese, logudorese e nuorese… e anche i libri di Maria Teresa Pinna Catte: Su sardu jocande/ gioghende/ gioghendi indicano una distinzione di “tre macorvarietà” (poi bellissimo che lei usa quelle altre lettere della tradizione nuorese, la -j- in posizione iniziale…  se fossi nuorese mi sentirei un pochino discriminata dalla LSC… qui vale la stessa cosa come per la -x- “Jugoslavia” va bene, ma non “jaju”, “jocare” e “jossu”?- ma non lo so?! (eppure anche lei era nella commissione LSC se non sbaglio)…comunque alcuni, distinguono, a quanto pare, tre macro-varietà del sardo… allora, cosa fate, tre norme? sì, lo so… ora mi direte che i cantadoris avevano solo una koiné del logudorese etc… e tanto… “loro si capiscono”… bho…non sono convinta.

A tutti

veramente, credo che tanti si stiano perdendo troppo nelle loro idee, seguendo i propri interessi. Non vi state alscoltando, vi state insultando, invece di collaborare e cercare di tirare fuori il meglio. (scusate, il mio sarcasmo in questa notizia- tra l’altro- di solito non scrivo così- ma sta diventando un pò ridicolo). Cherchi che non va alla conferenza di Bolognesi, Bolognesi che insulta sempre a Blasco, Blasco che prima ha firmato la LSU era poi il consultore delle “Ainas”, Bolognesi che era sempre il più grande sostenitore del campidanese nella lista e non ha firmato la LSU e lui e Corraine non si potevano vedere, adesso pare che vanno d’accordo…ma ora difende la LSC, ma usa la sua GSC, Corongiu che voleva la Mesania con Puddu-scusate Pudhu, ora anche lui con la LSC… almeno quelli che prima sostenevano Lepori, più o meno con le “Ainas” sono rimasti in quella fila…come anche Diego Corraine che non ha cambiato tanto idea, secondo me… ma l’estremismo non serve a niente. Non so se applaudire a quelli che cambiano idea o meno, visto che non so perché l’abbiano fatto e spero che il motivo non siano soldi e prestigio personale.

Il problema è che vi voglio entusiasmare di cambiare idea, di mettervi nei panni degli altri.

Comunque, tanti fanno finta di avere il sardo come lingua materna…lo metto in dubbio, mica la gente ha le qualifiche, titoli di studio e così via avendo avuto il sardo come lingua materna… non mi diranno che siano tutti dei piccoli Gavino Ledda? Ci sono, certamente le persone quasi perfettamente bilingui… credo che per ogni linguista in una comissione ci dovrebbe essere un vero sardo-parlante e che i testi in uscita debbano essere letti da sardo-parlanti- (prima che muoiano!- pru troppo).  

se volete una lingua sarda per tutti i sardi (e solo questo, secondo me, può garantire la sopravivenza della vostra lingua) dovete rinunciare tutti a qualchecosa… e si deve cercare che questo qualchecosa sia piccolo, piccolo per ognuno e che non tolga troppo a ogni variante… ma ogniuno dovrá rinunciare.

questa notizia, non la scrivo perché vi voglio dire a voi, come deve essere la vostra lingua, non cerco di essere il messias della lingua sarda, non avendola come lingua materna, non mi permetterei mai di metterci mano alla norma, ma sto seguendo questa discussione da dieci anni e mi sembra un pò una muppet-show…

e mi sento di dire che probabilmente io sono Miss Piggy.                 (2011)
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2 thoughts on “Il Muppet Show della lingua sarda (2011)

  1. SCUSATE PRIMA O LETTO CHE VILLAGRANDE E IN CAMPIDANU ,A ME NON MI RISULTA, PERCHE VILLAGRANDE E UN PAESE DELL’ALTA OGLIASTRA,E POI A VILLAGRANDE NON PARLANO IL CAMPIDANESE, CI SARA SOLO QUALCHE PAROLA CHE PUO ASSOMIGLIRE,IO SONO DI VILLAGRANDE E IL 70 PER CENTO PARLIAMO IL LOGUDORESE

  2. Caro Roberto, grazie di aver letto il mio post.

    Credo che qui ci siano due problemi:

    1. Che il termine “campidanese” sia diventata una parola per tutte le parlate meridionali. Una metonimia. Quando parlo, riferendomi alla lingua sarda del “campidanese” o dei “campidanesi”, mi riferisco alla parlata, la macrovarietà del sardo, che ovviamente non si parla solo nella zona geografica del Campidano. Il Campidano geograficamente è tutt’altro. Mia madre è del Sarrabus e certamente non è “campidanese”, ma parla un dialetto “campidanese”, almeno per la definizione classica, che non ho inventato io, ma gli studiosi sardi e non, già un paio di centianaia di anni fa. Per ciò, non è copla mia che si definisce così.

    2. Il mio discorso era che si parla il “campidanese” almeno toccando la zona di Villagrande. Infatti quel posto si trova proprio laddove i linguisti dichiarano un continuum dei dialetti sardi. Significa che si tratta di varietà che incorporano sia elementi “logudoresi” ed anche elementi “campidanesi”. Dove si trova esattamente la “lacana” non lo sa nessuno, siccome nessuno ha mai chiesto i parlanti come loro definiscono la propria parlata. Nessuno ha mai fatto un inchiesta per capire quali siano le frontiere nel sapere linguistico e metalinguistico del parlanti. Ciò che so io è che ho tanti amici a Lanusei e che loro definiscono la propria parlata più “campidanese” che “logudorese”. Loro magari ti diranno che il 70% da loro sia “campidanese”.

    Per ciò, se tu dici (come parlante di quel posto, Villagrande, che io non sono) che lì la maggior parte degli abitanti definirebbe il proprio dialetto “logudorese”, per me va benissimo. Comunque non stavo dicendo cavolate, quando ho scritto che almeno fino lì ci sono parlanti che dichierebbero anche la propria parlata meridionale (“campidanese”). Infatti qui, ci vorrebbero almeno una centinaia di parlanti di Villagrande e una centinaia di parlanti dei paesi nei dintorni per capire dove si trova VERAMENTE la isoglossa tra “logudorese” e “campidanese”. Che in realtà non sarebbe neanche un isoglossa “vera”, nel senso di un analisi linguistica, della lingua, includendo la grammatica, il lessico e così via. Qui si tratterebbe solo di un indagine sul sapere linguistico dei parlanti stessi. Ma comunque, ogni NON-sociolinguista o anche qualche sociolinguista forse non sarebbe nenache d’accordo con quello che sto scrivendo io ora, visto che quasi tutti i linguisti partono da diverse scuole di pensiero.

    Spero che mi sono spiegata, ma comunque, capisco la tua critica e il tuo intervento. Spero proprio che non l’hai scritto perché ritieni che il “logudorese” abbia più valore del Campidanese… perché qui si entrerebbe addirittura in un discorso metalinguistico laddove i parlanti dicono di far parte di una certa varietà perché la ritengono più prestigiosa.

    Buona serata e grazie ancora, Alexandra

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